AT-TARIQA AN-NAQSHBANDIYAH AL-ALIYAAH NORD ITALIA - ECCELSA VIA SUFI NAQSHBANDI NORD ITALIA


IL TASAWWUF - IL SUFISMO

di Shaykh Hisham Kabbani

"AL TEMPO DEL PROFETA, IL TASAWWUF ERA UNA REALTÀ SENZA NOME. OGGI IL TASAWWUF È UN NOME, MA POCHI SONO A CONOSCENZA DELLA SUA REALTÀ."

Oggi la Nazione Islamica ha bisogno di valenti studenti che osservino i corretti insegnamenti dell’Islam ('alimun 'aamil), che provino a fare del loro meglio per fare rivivere ciò che della religione islamica è stato distrutto nel corso degli anni, che siano in grado di discernere il giusto dal sbagliato, halal da haram, e che credano in Haqq e nel suo opposto Batil, senza avere paura di nessuno sulla via che conduce ad Allah.

Oggi i musulmani non hanno nessuno che li consigli o li guidi nell’insegnamento della loro religione e dei buoni comportamenti richiesti dall’Islam. Al contrario, vediamo solo studenti che pretendono di sapere qualcosa, che impongono su chiunque le loro idee e credenze corrotte riguardo l’Islam. Partecipano a qualsiasi incontro, discutendo e offrendo letture sull’Islam da una prospettiva ristretta e limitata, non secondo la guida dei Sahaba del Profeta o dei grandi Imam dell’Islam, né con il consenso della maggioranza dei musulmani.

Se gli studiosi volessero prestare ascolto alle loro coscienze e ritornare con fedeltà e sincerità all’Islam, senza subire gli influssi dei governi o di altri poteri che controllano i paesi musulmani con il loro denaro, dedicando se stessi unicamente alla da'wa, alla irshad e al ricordo di Allah e del suo Profeta (s), allora la situazione nel mondo islamico potrebbe veramente cambiare, e la vita dei musulmani ne trarrebbe enorme vantaggio. La nostra speranza è che in questo nuovo anno islamico, il 1416, i musulmani di America e di tutto il mondo ritornino ad essere una sola cosa, tutti uniti da un’unica corda, la Corda di Allah, per mettere in pratica la Sunnah e la Shari'ah del Profeta Muhammad (s).

Se le persone provassero a voltarsi e a guardare con attenzione alla storia, scoprirebbero che dopo la preziosa opera dei Sahaba, (i Compagni del Profeta (s)), l’Islam si diffuse a occidente e oriente e fino all’oriente estremo attraverso la dawa' e la irshad degli studenti e dei seguaci del Tasawwuf (Sufismo), i quali seguirono la Vera Via dei Califfi del Profeta (s), radi-Allahu 'anhum. Essi furono gli studenti del vero Sufismo, che conserva gli insegnamenti del Qur'an e della Sunnah, e che mai si è allontanato da essi.

Il zuhd (ascetismo) islamico fiorì nel corso del primo secolo Hijri e si sviluppò nelle scuole che si basavano sui loro insegnamenti della Sunnah e della Shari'ah, diffusi dagli studenti zahid che divennero noti come Sufi. Tra loro erano presenti i primi quattro Imam, l’Imam Malik, l’Imam Abu Hanifa, l’Imam Shafi'i e l’Imam Ahmad Ibn Hanbal, insieme all’Imam Abi 'Abdallah Muhammad AL-BUKHARI, Abul Husain MUSLIM bin al-Hajjaj, Abu 'Isa TIRMIDHI. Tra gli altri erano presenti Hasan al-Basri, al-Junaid, l’Imam Awzai' e, in seguito, at-Tabarani, l’Imam Jalaluddin as-Suyuti, ibn Hajar al-Haythami, al-Jardani, ibn Qayyim al-Jawzi, l’Imam Muhyiddin bin Sharaf bin Mari bin Hassan bin Husain bin Hazam bin NAWAWI, l’Imam Abu Hamid GHAZALI, Sayyid Ahmad al-Farouqi Sirhindi, solo per nominarne alcuni. Il mondo musulmano ha cominciato a conoscere l’Islam attraverso gli sforzi di questi studenti zahid, che erano noti come Sufi per la loro lealtà, sincerità e purezza di cuore.

Non vogliamo nascondere il fatto che, a quel tempo, alcuni nemici dell’Islam arrivarono ad adottare un approccio estremo, nascondendosi dietro il nome di Sufismo, pretendendo di essere Sufi e diffondendo allo stesso tempo strane idee con lo scopo di demolire i veri insegnamenti Sufi e di avvelenare le idee che la maggioranza dei musulmani avevano adottato a riguardo del Tasawwuf. Il vero Tasawwuf è basato sul zuhd e sulla Ihsan (purezza di cuore). È noto che i grandi Imam del mondo musulmano, i cui insegnamenti vennero seguiti da tutti i paesi musulmani, avevano dei maestri Sufi. L’Imam Malik, l’Imam Abu Hanifa, (il cui maestro fu Ja'far as-Sadiq), l’Imam Shafi' (che seguì Shayban ar-Rai') e l’Imam ibn Hanbal (il cui maestro fu Bishr al-Hafi), tutti costoro abbracciarono il Tasawwuf.

Tutti i tribunali e le università dei paesi musulmani traggono i loro insegnamenti dalle scuole di questi quattro Imam, fino ai nostri giorni. Ad esempio, Egitto, Libano, Giordania, Yemen, Djibouti e alcuni altri paesi seguono il madhhab di Shafi'i. Sudan, Marocco, Tunisia, Algeria, Mauritania, Libia e Somalia seguono la scuola di Maliki. Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Oman e alcuni altri paesi seguono la scuola di Hanbali. Turchia, Pakistan, India, Ceylon e alcune delle repubbliche russe seguono la scuola di Hanafi. I paesi musulmani che si trovano in Estremo Oriente seguono la scuola di Shafi. La maggior parte dei tribunali dei paesi musulmani basano le loro fatwa sui dettami di queste quattro scuole, e tutte queste quattro scuole hanno accettato il Tasawwuf.

L’Imam Malik, nel suo famoso discorso, disse, "man tasawaffa wa lam yatafaqa faqad tazandaqa, wa man tafaqaha wa lam yatasawaf faqad tafasaq, wa man tasawaffa wa tafaqaha faqad tahaqaq."

Che significa: " Chiunque ha studiato il Tasawwuf senza il Fiqh è un eretico, e chiunque ha studiato il Fiqh senza il Tasawwuf è corrotto, mentre chiunque ha studiato sia il Tasawwuf che il Fiqh troverà la Verità e la Realtà dell’Islam."

Al tempo in cui viaggiare era estremamente difficile,  l’Islam si diffuse con sorprendente velocità grazie all’impegno disinteressato dei viaggiatori Sufi, ben istruiti nella disciplina ascetica (zuhd ad-dunya), che era richiesta a coloro i quali Allah aveva prescelto per un compito così nobile. La loro vita era dawa', e il loro sostentamento si basava su pane e acqua. Attraverso una tale astinenza, essi furono in grado di raggiungere l’occidente e l’oriente estremo con la benedizione dell’Islam.

Durante il sesto e il settimo secolo Hijri, il Tasawwuf si diffuse in modo esponenziale grazie al progresso e agli sforzi dei maestri Sufi. Ogni gruppo prendeva il nome dal proprio maestro Sufi, così da differenziarsi dagli altri gruppi. Oggi, in modo analogo, ciascuna persona conserva il titolo che le viene conferito dalla università presso la quale si laurea. Non è ovviamente necessario aggiungere che l’Islam rimane sempre lo stesso e che non varia di maestro in maestro, esattamente come non varia di università in università.

Comunque sia, nel passato gli studenti venivano influenzati dai buoni comportamenti e dalla ottima moralità dei loro maestri. Per questo i musulmani erano sinceri e fedeli. Ma oggi i nostri studenti sono aridi, e l’Islam viene loro insegnato in università non musulmane da professori non musulmani (chi sa è in grado di intendere).

I maestri Sufi chiedevano ai loro studenti di accettare Allah come il loro Creatore, e il Profeta come il Suo Schiavo e Messaggero (s), di adorare il solo Allah e di abbandonare l’adorazione degli idoli, di pentirsi di fronte a Dio, di seguire la Sunnah del Profeta, di purificare i loro cuori, di liberarsi dagli errori e di correggere le loro credenze nella Unicità di Dio. Venne loro insegnato di essere onesti e sinceri in tutte le loro azioni, di essere pazienti e timorati di Dio, di amare il prossimo, di dipendere da Dio, e di osservare tutti gli altri eccellenti comportamenti richiesti dall’Islam.

Affinché potessero raggiungere tutte queste stazioni di sincerità e purezza, essi affidarono ai loro studenti diverse preghiere  (du`a) che il Profeta (s), i suoi Sahaba e i Tabi'een avevano la consuetudine di recitare. Venne loro insegnato il Dhikr-Allah, il ricordo di Allah, attraverso la lettura del Qur'an e dei dua' e tasbeeh degli Hadith, e attraverso la recitazione dei Nomi e degli Attributi di Allah in tahleel, tahmeed, takbeer, tamjeed e tasbeeh, secondo i molti ayat e hadith del Profeta sul Dhikr (che possono essere trovati in tutti i libri di Hadith, compresi Bukhari, Muslim, Tabarani, Ibn Majah, Abu Dawud, ecc., sotto il titolo Dhikr nell’Islam, a cui chiunque può fare riferimento).

Questi maestri Sufi (veri studenti) rinunciarono a posizioni di prestigio e fama, insieme al denaro e ad una vita materialistica, a differenza degli studenti dei nostri giorni, che rincorrono gloria e denaro. Furono invece zahid e dipendenti da Allah, seguendo le sue parole: "ma khalaqtul Jinni wal Insi illa li-ya'budoon", che significa: "Non creammo i Jinn e l’Umanità se non per adorarMi."

Attraverso la loro modestia e zuhd, essi furono in grado di convincere le persone di buona volontà ad erigere moschee e dormitori (khaniqah) in località sparse per tutta la Ummah dell’Islam, offrendo gratuitamente cibo e ospitalità. Fu così che l’Islam si diffuse rapidamente di paese in paese, grazie ai khaniqah e alle moschee. Questi luoghi, in cui i poveri potevano mangiare e dormire e i senza tetto potevano trovare un riparo, furono una cura per i cuori dei poveri e fecero da collegamento tra ricchi e poveri, tra neri, gialli, rossi e bianchi, tra arabi e non arabi.

Il Profeta (s) disse nell’hadith, "Non vi è differenza tra arabi e non arabi, se non attraverso la rettitudine."

Questi luoghi fecero in modo che persone di tutte le razze e nazioni si ritrovassero insieme. I Sufi si impegnarono a conservare la Sunnah e la Shari'ah. La loro storia è piena di coraggio e privazioni sulla via di Allah,  jihad fi sabeell-illah. Essi lasciarono i loro paesi e si dedicarono alla continua ricerca dei cuori delle persone, per convertire più gente possibile attraverso un solo metodo, che è l’amore. Che è amare tutti senza distinzione di razza, età e sesso. Essi vedevano in chiunque incontravano una persona meritevole di rispetto, e in particolare le donne, gli oppressi e i poveri. I Sufi erano come stelle luminose, risplendenti per tutto il mondo, sempre intenti a incoraggiare chiunque a 'jihad fi sabeel-illah', a lottare sulla via che porta ad Allah, a diffondere l’Islam, ad aiutare i poveri, i senza tetto e tutti gli indigenti, vicini e lontani. Raggiunsero con il loro Iman il centro Asia fino a paesi come India, Pakistan, Tashkent, Bukhara, Daghistan, e altre regioni quali Cina, Malaysia, Indonesia, ecc.

I veri Sufi non si allontanarono mai dalla Shari'ah e dalla Sunnah del Profeta come pure dal Qur'an, a discapito della esuberanza delle parole estatiche di alcuni Sufi e di alcune spiegazioni che rivelarono la Grandezza di Dio e la misericordia e la purezza del Suo Amato Messaggero, l’Amato Muhammad (s).

Le due principali guide del Tasawwuf furono il Santo Qur'an e la Sunnah del Profeta (s), ed esso venne trasmesso attraverso l’idea di Islam di Sayiddina Abu Bakr (radi-Allahu 'anhu) e di Sayiddina Ali (karam-Allahu wajhah), che sono considerati  i due maestri guida delle scuole di Sufismo. Sayiddina Abu Bakr (r) rappresentava una corrente del Tasawwuf. Il Profeta ha detto a suo riguardo, "qualsiasi cosa Dio abbia riversato nel mio cuore, io la ho riversata nel cuore di Abu Bakr" "ma sab-Allahu fee sadree shayan illa wa sababtuhu fee sadree Abi Bakrin." (Hadiqa Nadiah, pubblicato nel Cairo, 1313 H. p. 9). Allah disse nel Santo Qur'an:

'...ebbene già lo ha assistito Iddio quando gli infedeli lo scacciarono, lui con un solo compagno, quando essi si trovavano nella caverna.' (9, 40).

E il Profeta disse in un altro hadith "il sole non è mai sorto meglio che su Abu Bakr, eccetto per i profeti." (fare riferimento a Suyuti, Storia dei Califfi, Cairo, 1952, p. 46).

Esistono molti altri hadith che illustrano il percorso spirituale di Abu Bakr as-Siddiq. L’altra corrente del Tasawwuf derivava da Sayiddina Ali (r), a riguardo del quale esiste un numero estremamente elevato di hadith che, a spiegarli, occuperebbero molte pagine. Infine, la Sunnah del Profeta e la Shari'ah, che rappresentano i doveri, e l’Ihsan, che rappresenta i buoni comportamenti, furono tutti incarnati nella figura degli studenti Sufi, ad iniziare da Sayiddina Abu Bakr (r), il primo califfo del Profeta (s) fino ad oggi.

Nel tredicesimo secolo Hijri (XIX A.C.) apparve una nuova scuola, influenzata dagli insegnamenti di due studenti dell’Islam del settimo secolo Hijri, (XIV A.C.). Questa scuola rappresentava una nuova corrente di pensiero nell’Islam dal momento che, sebbene si basasse sulla scuola di Hanbali, si differenziava da essa sulla 'aqida. Benché anche questa scuola accettasse il Tasawwuf, essa mantenne una interpretazione notevolmente più ristretta e limitata rispetto alle prime Quattro Scuole in relazione a ciò che è permesso nell’Islam.

In seguito, i seguaci di questa scuola si allontanarono dagli insegnamenti originali dei fondatori, prodigandosi fino a livelli estremi nel muovere accuse contro i musulmani basandosi sulle fatwa degli studiosi moderni, i quali hanno adottato una interpretazione dell’Islam molto restrittiva e letterale, e sono andati contro il modo di pensare più seguito dai musulmani. Queste nuove credenze si sono poi diffuse con grande rapidità nel corso di questo secolo con il supporto di una minoranza di musulmani, che seguono le loro personali idee e danno la loro personale interpretazione del Qur'an e della Sunnah.

Queste persone stanno adesso combattendo contro il Sufismo, provando a sminuire il coraggio e le privazioni dei Sufi che diffusero l’Islam in tutto il mondo durante i precedenti 1300 anni.

Come nazione musulmana, noi rispettiamo tutte le scuole presenti nell’Islam, senza discriminazioni. Detto questo, noi non accettiamo che qualcuno ci imponga le sue idee, dal momenti che stiamo seguendo gli insegnamenti accettati dalla maggioranza dei musulmani, i quali a loro volta accettano il Tasawwuf.

In America, siamo sorpresi di vedere negati e rigettati 1400 anni di storia e cultura islamica da una minoranza di studiosi e dalle loro personali interpretazioni, come se gli studiosi che durante questi 1400 anni seguirono le scuole Sufi e i quattro madhahib non esistano e non siano mai esistiti.

Per i nostri fratelli e sorelle, le informazioni qui presentate si riferiscono ai nomi di alcuni degli infiniti studiosi dei nostri giorni che seguono le scuole Sufi e i quattro madhahib, che rappresentano la maggioranza dei musulmani di tutto il mondo islamico:

Mufti d’Egitto, Hassanain Muhammad al-Mukhloof, membro della Lega Mondiale Musulmana,
Muhammad at-Tayib an-Najjar, presidente della Sunnah and Shariah Intl. e presidente della Università di Azhar,
Shaikh 'Abdallah Qanun al-Hassani, presidente degli Studenti del Marocco e deputato della Lega Islamica Mondiale,
Dr. Hussaini Hashim, deputato di Azhar in Egitto e segretario generale dell’Istituto di ricerca della Mecca,
as-Sayyid Hashim al-Rafai, precedente ministro della religione del Kuwait,
as-Shaikh Sayyid Ahmad al-Awad, Mufti del Sudan,
ash-Shaikh Malik al-Kandhalawi, presidente della Lega degli Studenti Islamici in Pakistan e presidente della Università di Ashrafiya,
Ustaz Abdul Ghafoor al-Attar, presidente della Società degli autori in Arabia Saudita,
Qadi Yusuf bin Ahmad as-Siddiqui, giudice della Corte Suprema del Bahrain,
Muhammad Khazraji, Shaikh Ahmad ibn Muhammad bin Zabara, Mufti dello Yemen,
ash-Shaikh Muhammad ash-Shadili an-Nivar, presidente della Università della Shariah in Tunisia,
ash-Shaikh Khal al-Banani, presidente della Lega Islamica in Mauritania,
Shaikh Muhammad Abdul Wahid Ahmad, ministro della religione in Egitto,
Shaikh Muhammad bin Ali Habashi, presidente della Lega Islamica in Indonesia,
Shaikh Ahmad Koftaro, Mufti della Siria,
Shaikh Abu Saleh Mohammed al-Fattih al-Maliki di Ondurman, Sudan,
Shaikh Muhammad Rashid Kabbani, Mufti del Libano,
ash-Shaikh as-Sayyid Muhammad al-Maliki al-Hassani, professore di Shari'ah e insegnante presso le due Sante Moschee, Makka e Madina,
e molti, molti altri ancora sparsi per tutti gli altri paesi arabi e musulmani.

Oh nostri amati fratelli e sorelle, padri e madri, figlie e figli: Islam è tolleranza (hilm), Islam è amore, Islam è Pace. Islam è umiltà, Islam è perfezione. Islam è zuhd, Islam è Ihsan. Islam significa relazionarsi. Islam significa famiglia. Islam è fratellanza. Islam significa eguaglianza. Islam è un solo corpo. Islam è conoscenza. Islam è spiritualità. Islam è sapere interiore ed esteriore. ISLAM È SUFISMO. IL SUFISMO È ISLAM.

Infine, Islam è Luce che Allah ci ha inviato attraverso il suo ultimo Messaggero Muhammad (s), il quale è il Vero simbolo dell’amore, il simbolo della conoscenza interiore ed esteriore, il simbolo della misericordia per tutti gli essere umani. Egli è il nostro tramite con Dio. Egli è l’intercessore per tutti noi, senza dubbio alcuno, come dicono espressamente tutti i testi di fiqh.

Possa Allah perdonarci tutti gli errori e le mancanze contenute in questa presentazione.

As-salaam alaykum wa rahmatullahi wa barakatuhu,
Il più povero dei poveri di fronte ad Allah, servo della Sunnah del Profeta (s),

Shaikh Muhammad Hisham Kabbani :
Presidente della As-Sunna Foundation of America
607 A. West Dana
Mountain View, CA 94041

© della Traduzione in Italiano di Arabia.it

COME RISPONDERE A CHI AFFERMA CHE IL SUFISMO È UN BID'A?

Io risponderei andando a vedere il punto di vista dei tradizionali ulama o studenti islamici. Per il periodo più lungo della storia islamica, dalla dinastia ommayyade a quella abbasside, passando per i mamelucchi, fino al termine del periodo ottomano durato seicento anni, il Sufismo è stato insegnato e interpretato come una disciplina islamica, come la essegesi del Qur'an (tafsir), gli hadith, la recita del Qur'an (tajwid), i principi della fede (ilm al-tawhid) o altri ancora, ognuno dei quali ha preservato alcuni particolari aspetti del din o religione dell’Islam. Nonostante i dettagli e la terminologia di queste discipline della shari'a fossero sconosciuti alla prima generazione di musulmani, quando vennero alla luce essi non furono considerati bid'a o "innovazioni deplorevoli" dagli ulema della shari'a, dal momento che per loro un bid'a non riguardava i mezzi, ma piuttosto le finalità o, in modo più specifico, quelle finalità la cui validità non è attestata in alcun modo nell’Islam.

Per illustrare questo punto, possiamo notare che il Profeta (Allah lo benedica e gli doni pace) non ha mai pregato in tutta la sua vita in una moschea costruita in calcestruzzo rinforzato, con un pavimento ricoperto da tappeti e le finestre munite di vetrate, e via dicendo, e nonostante questo nessuno considera bid'a queste cose, dal momento che a noi musulmani è stato comandato di riunirci nelle moschee per eseguire la preghiera, e i nuovi e grandi edifici destinati alla preghiera sono semplicemente un mezzo per espletare questo comandamento.

Nel regno della conoscenza, i libri contenenti interpretazioni dettagliate del Qur'an, versetto dopo versetto e sura dopo sura, non erano noti alla prima generazione dell’Islam, né era di uso corrente il termine tafsir tra di loro, e nonostante questo, dal momento che la letteratura tafsir nacque per aiutare a preservare un aspetto vitale della rivelazione, ovvero la comprensione del Qur'an, essa fu interpretata come un mezzo per servire una finalità comandata dalla shari'a, e non venne condannata come bid'a. La stessa cosa vale per la maggior parte delle scienze islamiche, come la ilm al-jarh wa tadil o "scienza di soppesare i fattori positivi e negativi durante la valutazione della affidabilità dei narratori di hadith", o la ilm al-tawhid, "la scienza dei principi della fede islamica", e altre discipline essenziali per la shari'a. In questo contesto, l’Imam Shafi'i (d. 204/820) ha affermato, "Qualsiasi cosa trovi il suo supporto (mustanad) nella shari'a non è bid'a, anche se i primi musulmani non la praticavano" (Ahmad al-Ghimari, Tashnif al-adhan, Cairo: Maktaba al-Khanji, n.d., 133).

In modo analogo, la ilm al-tasawwuf, "la scienza del Sufismo" venne alla luce per preservare e trasmettere un particolare aspetto della shari'a, ovvero la ikhlas o sincerità. Fu riconosciuto che la sunna del Profeta (Allah lo benedica e gli doni pace) non era solo parole e azioni, ma anche stati dell’essere: che un musulmano non deve limitarsi a dire e a fare certe cose, ma deve anche essere qualcosa. Ad esempio, la shari'a comanda in molti versetti del Qur'an e in numerosi hadith profetici di temere Allah, di essere sinceri nei Suoi riguardi, di essere talmente certi della propria conoscenza di Allah da adorarLo come se Lo si potesse vedere, di amare il Profeta (Allah lo benedica e gli doni pace) più che qualsiasi altro essere umano, di mostrare amore e rispetto nei confronti di tutti i fratelli musulmani, di mostrare pietà, e di conservare molti altri stati del cuore. È parimenti proibito a tutti noi assumere stati interni per amore del nostro ego quali ad esempio invidia, arroganza, orgoglio, arroganza, attaccamento a questo mondo e ira. A titolo di esempio, Al-Hakim al-Tirmidhi riporta, con una catena di trasmissione giudicata rigorosamente autentica (sahih) da Ibn Main, l’hadith "L’ira guasta la fede (iman), come [l’asprezza della] linfa di aloe guasta il miele" (Nawadir al-usul. Istanbul 1294/1877. Ristampa. Beirut: Dar Sadir, n.d., 6).

Se ci poniamo a riflettere su questi stati, che sono obbligatoriamente da raggiungere o da eliminare, notiamo che essi derivano da disposizioni, disposizioni non solo mancanti all’interno del cocciuto cuore umano, ma acquisite solamente attraverso un certo sforzo, che comporta un cambiamento talmente profondo nell’uomo, che il Qur'an in molti versetti lo definisce purificazione, come quando Allah dice ad esempio nella sura al-Ala: "Ha successo colui che si purifica" (Qur'an 87:14). L’obiettivo della scienza del Sufismo è di determinare questo cambiamento, è non può essere definita un bid'a, in quanto la shari'a ci comanda di realizzare questo cambiamento.

A livello pratico, la natura di questa scienza che prevede la purificazione del cuore (come praticamente tutte le altre discipline islamiche tradizionali) richiede che la conoscenza venga appresa da coloro che la posseggono. Ecco spiegato perché, da un punto di vista storico, troviamo gruppi di studenti raccolti intorno a particolari sceicchi allo scopo di apprendere da essi la disciplina del Sufismo. Sebbene tali tariqa o gruppi, passati e presenti, hanno enfatizzato differenti modi per realizzare la unione del nostro cuore ad Allah comandato dalla rivelazione islamica, alcuni aspetti si possono riscontrare in tutti i tariqa, come ad esempio l’apprendimento della conoscenza da un maestro attraverso precetti ed esempi, e quindi l’accrescimento metodico della propria iman o fede applicando questa conoscenza attraverso la realizzazione di atti di adorazione obbligatori e impegnativi, tra i quali il più grande è il dhikr o ricordo di Allah. Sono molti i passi del Qur'an e della sunna che attestano la validità di questo approccio, come ad esempio un hadith riportato da al-Bukhari in cui si trova detto:
Allah l’Altissimo dice: "....Il Mio servo Mi si avvicina con niente a Me più caro se non con ciò che Io ho reso obbligatorio per lui, ed il Mio servo continua ad accostarsi a Me con le sue opere volontarie, fino a conquistare il Mio amore. E quando Io lo amerò, Io sarò le orecchie attraverso cui ascolterà, gli occhi attraverso cui vedrà, le mani attraverso cui afferrerà, e i piedi attraverso cui camminerà. Se egli Mi chiederà, Io sicuramente gli concederò, e se egli cercherà rifugio in Me, Io sicuramente lo proteggerò (Sahih al-Bukhari. 9 vol. Cairo 1313/1895. Ristampa (9 vol. in 3). Beirut: Dar al-Jil, n.d., 5.131: 6502), che rappresenta un modo per esprimere che quella persona ha acquisito la consapevolezza perfetta del tawhid o "unità di Allah" richiesta dalla shari'a, che comporta la totale sincerità nei confronti di Allah in tutte le nostre azioni. In seguito a questo e a molti altri hadith, gli ulama tradizionali hanno da tempo capito che l’ilm o "Sacra Conoscenza" non è sufficiente in sé stessa, ma che implica inoltre l’amal o "applicazione di ciò che si conosce", esattamente come il conseguente hal o "stato spirituale encomiabile" menzionato nell’hadith.

In tutte le epoche islamiche fu percepito che quando uno studente riesce a congiungere questi aspetti, le sue parole rispecchiano la sua umiltà e sincerità, e per questo entrano nei cuori degli ascoltatori. Questo è il motivo per cui vediamo che molti degli studenti islamici ai quali Allah donò tawfiq o successo nel loro lavoro erano Sufi. In verità, gettare al vento tutte le opere tradizionali sulle scienze islamiche realizzate da coloro che furono educati dai Sufi significherebbe scartare il 75 percento o più dei testi dell’Islam. Tra questi uomini sono compresi studenti quali l’Imam di Hanafi Muhammad Amin Ibn Abidin, lo Sceicco al-Islam Zakaria al-Ansari, l’Imam Ibn Daqiq al-Eid, l’Imam al-Izz Ibn Abd al-Salam, Abd al-Ghani al-Nabulsi, lo Sceicco Ahmad al-Sirhindi, lo Sceicco Ibrahim al-Bajuri, l’Imam al-Ghazali, Shah Wali Allah al-Dahlawi, l’Imam al-Nawawi, il maestro di hadith (hafiz, un uomo che conosce a memoria 100.000 hadith) Abd al-Adhim al-Mundhiri, il maestro di hadith Murtada al-Zabidi, il maestro di hadith Abd al-Rauf al-Manawi, il maestro di hadith Jalal al-Din al-Suyuti, il maestro di hadith Taqi al-Din al-Subki, l’Imam al-Rafi'i, l’Imam Ibn Hajar al-Haytami, Zayn al-Din al-Mallibari, Ahmad ibn Naqib al-Misri, e molti, molti altri ancora.

La propensione dell’Imam al-Nawawi nei confronti del Sufismo è ben delineata nella sua opera Bustan al-arifin [Il bosco dei conoscitori di Allah] sul soggetto, e i suoi riferimenti al famoso manuale Sufi di al-Qushayris al-Risala al-Qushayriyya attraverso il suo Kitab al-adhkar [Libro dei ricordi di Allah], oltre al fatto che quindici delle diciassette citazioni riguardanti la sincerità (ikhlas) e l’essere onesti (sidq), presenti in una sezione introduttiva alla sua più grande opera legale (al-Majmu: sharh al-Muhadhdhab. 20 vol. Cairo n.d. Ristampa: al-Maktaba al-Salafiyya, n.d., 1.1718), appartengono a Sufi i cui nomi appaiono in al-Sulamis Tabaqat al-Sufiyya [Le generazioni successive di Sufi]. Persino Ibn Taymiyya (le cui visioni sul Sufismo rimangono stranamente poco familiari persino a coloro che lo considerano il loro "Sceicco dell’Islam") dedicò i volumi X e XI del suo Majmu al-fatawa al Sufismo, mentre il suo studente Ibn Qayyim al-Jawziyya concepì il suo Madarij al-salikin in tre volumi come un commento dettagliato al Manazil al-sairin di Abdullah al-Ansaris, una guida alle maqamat o "stazioni spirituali" del percorso Sufi. Questi e molti altri studenti musulmani ebbero una conoscenza diretta del valore del Sufismo in qualità di disciplina subordinata della shari'a necessaria per purificare il cuore, e questa fu la ragione per cui la Umma, nella sua unità, non giudicò il Sufismo un bid'a fino dai tempi remoti della civilizzazione islamica, ma piuttosto riconobbe in esso la scienza della ikhlas o sincerità così fortemente necessaria ad ogni musulmano nel "giorno in cui a nulla serviranno ricchezze e figli, e solo varrà chi avrà portato ad Allah un cuore puro" (Qur'an 26:88). E solo Allah dona il successo.

© Shaykh Nuh Ha Mim Keller 1995

© della Traduzione in Italiano di Arabia.it

Al-Iklas, La Sincerità

SULLA SINCERITÁ (IKHLAS) - Parte prima

 

Tradotto da 'Nuzhat al-majalis wa muntakhab al-nafa'is' [Le riunioni pie e le scelte preziose questioni] di Abd al-Rahman al-Sufuri [morto nel 1489 M] (Damasco e Beirut: Dar al-Iman, 1985).

Dio Onnipotente disse: “E chiunque speri di incontrare il suo Signore faccia il suo giusto lavoro e non renda partecipe nessuno della lode dovuta al suo Signore.” Il Profeta (s) disse: “Veramente le azioni sono secondo le intenzioni e ogni uomo ha ciò che ha inteso.” Ma`ruf al-Karkhi (rah.) disse: “Chiunque agisca al fine di ricevere una ricompensa, costui è un mercante (tujjar), e chiunque agisca per paura del Fuoco o aspirando al Paradiso, costui è uno schiavo (`abeed), e chiunque agisca per amore di Allah, costui è un uomo libero (ahrar), e questo è il livello più alto.” Uways al-Qarani (r) disse: “L’invocazione nascosta (al-du`a fi dhahr al-ghayb) è meglio che riunirsi e incontrarsi,” nel senso che l’ipocrisia potrebbe intervenire nelle ultime due situazioni.

Hujjat al-Islam Abu Hamid al-Ghazali (rah.) riportò nel 'Ihya' che un certo uomo nel bel mezzo delle sue preghiere venne a sapere di un popolo che venerava un albero. Uscì di casa per abbattere il suo albero.

Iblis gli disse: “Se abbatti quello loro ne venereranno un altro, quindi ritorna alla tua preghiera.”

Ma egli replicò: “Deve senz’altro essere abbattuto.”

Iblis gli si oppose, così l’uomo lo gettò a terra. Iblis disse: “Sei un uomo povero: ritorna alla tua preghiera ed io ti metterò due dinari sotto il cuscino ogni sera e, a Dio piacendo, manderò qualcun altro ad abbattere quell’albero. Che cosa ti importa fintanto che non lo veneri tu stesso?”

Il povero acconsentì e tornò a casa. Il mattino seguente trovò due dinari sotto il cuscino e così anche il secondo giorno. Ma il terzo giorno non trovò nulla. Quando vide ciò, uscì di nuovo per abbattere l’albero.

Iblis lo affrontò e questa volta fu lui ad atterrare il povero. Quest’ultimo chiese: “Come sono riuscito a batterti la prima volta mentre tu mi hai battuto la seconda?”

Iblis rispose: “Perché la prima volta la tua rabbia era per amore del Signore, mentre la seconda era per amore di due dinari.”

 

Un uomo andò per lottare nel sentiero di Dio (li al-jihad). Comprò una musetta (per il suo cavallo) con un certo vantaggio. Vide due angeli in sogno e uno diceva all’altro:

“Annota il tale come combattente per Allah (mujahidan); Annota il tale come turista (mutanazzihan); Annota il tale come esibizionista (mura'iyan).”

Poi l’angelo guardò l’uomo e disse all’altro angelo: “Annota quest’uomo come mercante (tajiran).”

L’uomo disse: “Io dissi: Allah, Allah! Io non ho mai inteso essere altro che un mujahid!”

L’angelo rispose: “Ieri hai comprato una musetta con l’intenzione di trarre un vantaggio.”

L’uomo disse: “Udito questo iniziai a piangere.”

Allora l’angelo disse al suo compagno: “Annotalo come mujahid, ad eccezione del fatto che ha comprato una musetta per strada per guadagnarci, finché Allah non lo giudicherà.”

 

Il Profeta (s) disse: “Ibrahim (a.s.) mentì solo su tre cose, due delle quali riguardano l’essenza di Allah (dhat): quando disse “(vedo nelle stelle che) sono malato”, e quando disse “È stato il più grande tra loro a farlo.”

 Ibn al-`Arabi (non Muhyiddin, ma al-Qadi Abu Bakr, un altro shaykh sufi) disse a questo proposito: “Egli non ha preso in considerazione il detto di Ibrahim (riguardo alla moglie): “Questa è mia sorella” a proposito dell’essenza di Allah, poiché Ibrahim aveva un grande interesse nel preservare l’integrità del proprio letto e nel proteggere la propria moglie. Tuttavia, solo un atto puramente risoluto (al-`amal al-khalis) è considerato come riguardante l’essenza di Allah. Il detto di Ibrahim: ‘Questo è il mio Signore’ alla vista dei corpi celesti non viene presa in considerazione, poiché egli all’epoca era un bambino e perciò non legalmente responsabile.”

(Muhammad ibn Musa) al-Damiri (morto nel 1405 M) ricorda nel suo libro 'Hayat al-Hayawan' [La vita degli animali, un libro di zoologia] che quando Adamo (a.s.) cadde sulla terra gli animali selvaggi andavano a salutarlo e per ogni specie egli faceva un’invocazione per ciò che si addiceva loro. Una volta andò da lui un gruppo di gazzelle. Egli fece un’invocazione per loro ed accarezzò loro la schiena. In quel frangente, i cervi muschiati (nawafij al-misk) apparvero alle loro spalle. Un altro gruppo chiese loro la ragione e essi spiegarono: “Abbiamo visitato Adamo ed egli ha fatto invocazioni per noi e ci ha accarezzato la schiena.” Così il secondo gruppo si recò da lui. Egli fece invocazioni per loro e accarezzò loro la schiena, ma questi non trovarono niente. Tornarono e dissero al primo gruppo: “Abbiamo fatto come voi, ma non abbiamo visto nulla di ciò che è accaduto a voi.” Essi risposero: “Noi lo abbiamo visitato per amore di Allah, mentre voi per amore del muschio.”

Benedizione e Pace sul Profeta della Perfetta Sincerità, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

 

SULLA SINCERITÁ (IKHLAS) - Parte quarta

Tradotto da 'Nuzhat al-majalis wa muntakhab al-nafa'is' [Le riunioni pie e le scelte preziose questioni] di Abd al-Rahman al-Sufuri [morto nel 1489 M] (Damasco e Beirut: Dar al-Iman, 1985).

 

Una volta Abu Hanifa ricevette della merce. Dei mercanti giunsero da lui con l’intenzione di comprarla (yaltamisuna shara'aha) per un certo prezzo. Abu Hanifa disse: “Aspettate fino a quando sorgerà il sole.” Al mattino altri mercanti giunsero da lui con l’intenzione di comprare la merce per un prezzo superiore a quello degli altri.

Abu Hanifa disse: “Ho preso la decisione di venderla agli altri mercanti.”

L’amir Anusharwan uscì a caccia e gli venne sete. Vide un giardino nel bel mezzo del deserto, e dentro il giardino c’era un bambino. Gli chiese dell’acqua ma il bambino disse: “Non abbiamo acqua.”

“Allora dammi una melagrana,” disse l’amir e il bambino gliene diede una. L’amir la assaggiò e trovò il sapore dolce e gradevole, così prese la decisione di appropriarsi del giardino. Chiese al bambino un’altra melagrana e questi gliela diede, ma questa volta era amara. “Non viene dallo stesso albero della prima?” chiese l’amir. “Sì,” rispose il bambino, “ma forse le intenzioni dell’amir sono cambiate”…

Un certo re aveva un visir che aveva portato vicino a sé. Qualcuno decise di allontanare il visir dal re, e così disse a quest’ultimo: “Questo visir dice a tutti che hai l’alito cattivo.”

Il re si arrabbiò molto e inviò il suo accusatore per convocarlo. Costui andò dal visir, lo invitò ad un pranzo nel quale era contenuta una grande quantità di aglio e poi gli disse che il re lo convocava. Il visir andò, ma quando si avvicinò al re si mise una mano davanti alla bocca per non infastidirlo con l’odore dell’aglio che aveva mangiato.

Quando il re vide questo pensò che il calunniatore avesse detto la verità. Dunque scrisse di suo pugno un ordine per uno dei suoi luogotenenti che decretava la morte del visir e poi diede l’ordine al visir con le parole: “ Porta questo al tale.” Quando l’accusatore vide questo pensò che il re ancora non gli credesse e che avesse in realtà dato l’ordine di premiare il visir, poiché non era sua abitudine scrivere se non in occasioni piacevoli. Così andò dal visir e si offrì di consegnare l’ordine in sua vece. Il visir glielo consegnò senza alcun sospetto. Quando l’accusatore arrivò dal luogotenente e gli consegnò l’ordine, questi lo giustiziò immediatamente.

Qualche giorno dopo, il visir comparve di nuovo alla presenza del re. Quest’ultimo fu sorpreso e gli disse: “Non hai dato il mio ordine al luogotenente?” Egli rispose di no, perché il tale si era offerto di consegnarlo al posto suo. Il re disse: “Hai detto la tal cosa di me?” Il visir disse: “Che Dio me ne scampi!”

“Allora perché quel giorno ti sei messo la mano davanti alla bocca?” chiese il re. Il visir spiegò la ragione e in quel momento il re capì il complotto e restituì al visir il suo posto d’onore.

Si riferisce che il Profeta (s) abbia detto: “O gente, diffidate di un certo modo di associare dei compagni a Dio, un modo che è più subdolo (akhfa) delle impronte delle formiche (dabeeb al-naml).” Continuò: “Dite: ‘O Allah, cerchiamo rifugio in Te dall’associare a Te qualcosa che Tu conosci e imploriamo il tuo perdono per (avere associato a Te) qualcosa che noi non conosciamo.” Tarabani riferì questo e un’altra narrazione aggiunge: “Che ognuno dica questo tre volte al giorno.”

Arabo: ALLAHUMMA INNA NA`UDHU BIKA AN NUSHRIKA BIKA SHAY'AN TA`LAMUHU WA NASTAGHFIRUKA LI MA LA NA`LAMUHU.

 

Benedizione e Pace sul Profeta della Perfetta Sincerità, la sua Famiglia e i suoi Compagni.

 

*al-ghurr al-muhajjalin: Coloro che presentano un candore sulla fronte, la mani e i piedi (nel giorno della Resurrezione) per gli effetti delle abluzioni per la preghiera.

 

© della Traduzione in Italiano di Arabia.it

 

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