

AT-TARIQA AN-NAQSHBANDIYAH AL-ALIYAAH NORD ITALIA - ECCELSA VIA SUFI NAQSHBANDI NORD ITALIA
L'Eccelsa Tariqa Naqshbandi nasce, come tutte le altre 39 Confraternite Sufi, dall'eredità spirituale lasciataci dall'ultimo Messaggero, l'Orgoglio della Creazione, il Profeta Muhammad (S.a.s. - la Pace e la benedizione siano su di lui). Dopo di lui vi saranno solo falsi profeti e, nella notte dei tempi, il ritorno di Gesù, su di lui la Pace. Dio, comunque, nella Sua Misericordia, non ci ha lasciato dopo la dipartita del Profeta nella completa oscurità, in quanto "i Sapienti della mia Comunità saranno come i Profeti di Bani Israel". Una particolarità che distingue l'Eccelsa Tariqa Naqshbandi da tutte le altre è che essa è l'unica a vantare una discendenza da Abu Bakr as-Siddiq, l'unico Khalifatu Rasulu-Llah (Vicario del Profeta), citato nel Sacro Corano come "il secondo dei due", colui che sostituiva il Profeta in sua assenza o che addirittura pregava di fronte a lui durante la sua malattia. Durante l'Ascensione alla Presenza Divina, quando a Muhammad fu dato accesso alla Visione Divina ed introdotto alle stazioni dell'Unicità Divina, la voce di Abu Bakr as-Siddiq era con lui. Più volte i Compagni chiesero al Profeta chi fosse il migliore fra di loro e sempre lui rispose: Abu Bakr.
Il Profeta inoltre disse:
"Abu Bakr non è a voi superiore in virtù delle sue preghiere o dei suoi digiuni, ma in virtù di un segreto radicato nel profondo del suo cuore."
"Tutto ciò Allah ha riversato nel mio cuore l'ho messo nel cuore di Abu Bakr as-Siddiq."
Da quanto sopra appare evidente che nel Sufismo si parla di catene di trasmissione iniziatiche in cui un Wali (amico di Dio, santo), con il permesso divino ed il beneplacito del Profeta, trasmette nel cuore del suo successore il nobile segreto pertinente a quella Confraternita. Di maestro in maestro Naqshbandi viene trasferito il segreto della vita insufflato in Adamo (la Pace sia su di lui). Per queste ragioni, Ahmed Faruqi Sirhindi, uno dei più grandi maestri Naqshbandi del XVI secolo diceva che la nostra Via riguarda i segreti maggiori, relativi alle realtà profetiche, mentre tutte le altre Vie concernono solo lo svelamento dei segreti minori.
L'Ordine prende nome da Shah Bahauddin Naqshbandi, il cui nome significa colui che ricama su stoffa o l'incisore. Ad un livello più profondo significa la rappresentazione sottile della Realtà Divina attraverso l'incisione sul cuore del Suo Nome. A questo scopo la massima attenzione viene dedicata alla pratica dello dhikr (il ricordo, la menzione del nome di Dio, Allah): lo scopo dell'intera nostra vita é nel ricordarsi di Dio, un ricordo che porta l'aspirante sufi a trasformarsi, consumarsi, annullarsi ed infine a risorgere nello splendore del manto delle Qualità divine. A questo scopo è pratica dei Maestri Naqshbandi iniziare i discepoli alla costante ripetizione del nome di Allah e del "principio di negazione-affermazione": Lã ilaha ill'Allah.
8 degli undici principi della Tariqa Naqshbandi furono coniati da Khwaja 'Abdul Khaliq al-Gujdawani, allevato ed educato da Saiyydina al-Khidr, il Maestro immortale, colui che bevve dall'acqua della Vita, citato nel Sacro Corano come un servitore di Dio che riceve la Conoscenza direttamente dalla Presenza Divina e come colui che mise alla prova Mosè (la Pace sia su di loro). Cfr: Corano (18, 65-82)
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