

AT-TARIQA AN-NAQSHBANDIYAH AL-ALIYAAH NORD ITALIA - ECCELSA VIA SUFI NAQSHBANDI NORD ITALIA
Dal Libro Oceani D'Amore di Shaykh Nazim Al-Haqqani
(per libri sul Islam in Arabo e in Inglese vedere fondo pagina)
Oceani d'amore
Tratto da: When will peace come to earth. (Usa-Germania 1991; New Mexico, USA 8/9/91)
Spero che tutti voi siate venuti a questo incontro per l'Amore Divino. Tutti vogliamo una vita felice e pacifica. Nessuno vuole una vita amara, tutti la vogliono dolce. C'è qui qualcuno che vuole una vita amara? Una vita pepata? No! Ognuno chiede che la propria vita sia dolce. Ciò nonostante ai nostri giorni è molto amara, per nulla dolce. Questo è un incontro spirituale. Per ogni maestro dello spirito l'obiettivo di queste riunioni è quello di far sì che la gente sia felice. Cioè rendere la loro vita dolce. Una vita dolce è una vita felice. La felicità è dolcezza. Quello è l'obiettivo principale. Quando l'obiettivo è conosciuto, il passo seguente è quello di chiedere come raggiungerlo. Qual'è la Via? Con quale metodo possiamo raggiungere una vita dolce? E' vostro diritto chiedere ciò al vostro maestro. Sento questa domanda venire dai vostri cuori ed ottengo la risposta mediante il contatto con la mia "centrale spirituale". Ci sono dei quartieri generali spirituali sulla terra, così come ci sono i centri da cui i satelliti vengono telecomandati, è un controllo a distanza. Ai maestri dello Spirito è dato tutto ciò di cui necessitano spiritualmente. Il nostro corpo fisico è sorretto dal nostro essere spirituale. Quando il nostro corpo spirituale ci lascia, anche la struttura fisica decade, diventa inutile, quindi la mettiamo nella bara e la sotteriamo. Allora qual'è la via per raddolcire la vita dell'umanità? La dolcezza viene dall'amore. Più amore usate nella vostra vita, più questa sarà dolce. Se non ne usate, la vostra vita sarà dura e grezza. Dura significa insipida e difficile. Sarà come del legno, senza sapore. Chi non ha mai provato amore è come legno secco. Quando l'amore giunge alla natura, la natura rinverdisce e si colora. L'amore entra nei fiori, nei frutti. Quando in primavera l'amore arriva a loro, incominciano a sorridere. Quindi quando ricevono amore, danno amore. Ecco perché gli uomini si immergono nel verde della natura per assaporare i suoi colori e i suoi profumi. La natura dà amore all'uomo e l'uomo lo dà alla natura. Entrambi prendono l'Amore dal loro Creatore. Egli dà il suo Amore Divino alla natura che a sua volta lo dà a voi che amate riceverlo. A voi che siete le creature più importanti. Siete più importanti delle piante o dei cavalli, degli elefanti, degli orsi, dei cani o delle volpi... Voi dovete rispettare l'Amore Divino più di ogni altra creatura. Dovete dare amore a ciò che vi circonda. Ogni cosa attorno a voi chiede il vostro amore. L'umanità è il rappresentante più importante dell'Amore Celeste. Voi dovete essere fonti d'amore, o sorgenti d'amore, o rubinetti d'amore, o fiumi d'amore, o mari d'amore o Oceani d'Amore. Può una persona essere un oceano d'amore? Perché no? Gesù Cristo (a.S.) portò Amore Divino. Molta gente ha parte di questo amore ma non lo incrementa. L'amore per i demoni è predominante oggigiorno. Gli eletti che giunsero dal cielo sono stati dimenticati dall'uomo. Invece la gente corre dietro all'amore senza senso, a quello transitorio, ad un amore a livello animale. L'amore bestiale ci porta oscurità, tristezza, invidia, gelosia, brutte sensazioni, un livello infernale per l'umanità. Dobbiamo migliorare e staccarci da quell'amore bestiale raggiungendo il nobile ed elevato Amore Celeste che viene dalla Presenza Divina. Puoi raggiungerlo? Allora il tuo amore sarà più dolce del miele. Potresti stancarti se mangi un barattolo di miele. Diresti: "Sono stufo di miele." Se dico: "Mangiane ancora un barattolo!" Potresti anche mangiarlo, ma se insisto: "Mangiane un terzo!" non vi troverai più alcun gusto. Questo non è il tipo d'amore che chiediamo, non è di quelli che quando ne assaggi una seconda volta o terza volta il suo gusto è già svanito. Noi chiediamo un amore che dopo aver bevuto alla sua sponda ne chiederai ancora, ancora, ancora e darà dolcezza alla tua vita. Un sant'uomo disse ad Abu Yazîd al Bistâmi (Q.s.), il Sultano della Santità: "Ho bevuto una coppa d'Amore Divino ed ho perso me stesso in essa. Niente più ha gusto per me. Sono ubriaco col sapore dell'amore di Allah ed il suo sapore è infinito in me." Il re dei Santi, udendo ciò disse: "Anch'io bevo ma non ne ho mai abbastanza. Ne chiedo sempre di più, di più, di più... Non è mai troppo e sono immerso nella dolcezza e freschezza infinita del fiume dell'amore. Mi dà sempre più freschezza ed il mio corpo ringiovanisce più fresco e più vivo. Non invecchio, ringiovanisco. Non mi avvicino alla morte, mi rifiuto di morire. Il mio corpo non accetta la morte. La morte mi sfugge. Essa rincorre la gente che non ha provato il vero amore del Signore Onnipotente. Noi, che l'abbiamo assaggiato e raggiunto la fonte, non moriamo mai." Essi hanno una vita eterna. Essi raggiungeranno Colui di cui sono innamorati. Allah prepara un mondo speciale per loro, una vita privata. Là sarai come un ombra tra la gente, mentre il tuo vero essere sarà in un mondo distinto e privato tutto per te. Nessuno straniero vi potrà entrare. Non ci sono partners in quel mondo d'amore. Tutto là ti darà vero amore e tutto riceverà vero amore tramite il tuo. Sarai come una sorgente di puro amore in quel mondo. Tutti i Profeti ci portano correnti d'amore, ma la maggior parte degli uomini corron via da loro. E' la stessa storia oggi: la gente s'allontana dai maestri, si allontana dalle correnti d'amore. Corron dietro a vite miserabili. Tutto attorno a voi può darvi amore per un corto tempo, ma presto finisce e vi lascia come legno secco. Quindi la missione di tutti i Santi, di tutti i Maestri Sufi è quella di trasmettere quella corrente d'amore a chiunque la chiede. Se qualcuno mangia salato, vorrà dell'acqua da bere. Amerà l'acqua. Se qualcuno vive nel deserto chiederà acqua da bere. Se dorme e sogna, sognerà dell'acqua. Correrà da una fonte all'altra per bere. Se sentiamo l'Amore Divino in noi raggiungeremo la corrente dell'amore ed Egli vi farà dalla Presenza Divina. La vostra vita sarà delle più dolci. Nessuna miseria terrena vi toccherà o vi toglierà la gioia ed il piacere in cui sarete. Niente vi distoglierà più dal vostro mondo. Questo è un mondo amaro. Solo l'Amore Celeste, la vita e l'amore eterno vi daranno quel mondo amabile e privato senza intermediari, un mondo di piena gioia, un mondo magnifico dove nulla vi nuocerà. Come fare a raggiungere quel mondo? Vi chiedo di domandare in segreto ai fiori, agli alberi, alle piante dove trovano l'amore che li rinverdisce. Vi parleranno e vi diranno: "Abbiamo maestri che ci insufflano durante i mesi santi, nelle notti sante e durante le ore sante sia di giorno che di notte. E' un soffio Divino che ci fa raggiungere tale dolcezza, un Amore Divino. Ogni fiore, ogni albero è sveglio tutta la notte. Specialmente l'ultimo terzo della notte e voi invece dormite. Il vostro corpo è stanco e siete come morti nel sonno. Così che non aprite i vostri cuori a quel soffio sacro che giunge ogni notte. Siete ubriachi. Siete stanchi. Siete sfiniti. Perciò l'Amore Divino non ha effetto su di voi. Non vi raggiunge. Se veramente chiedete, questa è la risposta. E' l'Amore di quel soffio che ci giunge dal cuore dei Maestri, inviatoci dalle correnti dell'Amore Celeste tramite i loro cuori. E' ciò che ci rende amorevoli. L'India è un continente pieno di meraviglie. Ho sentito da maestri che esiste un fiore laggiù che se lo trovate e lo portate con voi, la gente si innamora di voi. Anche se avrete 80 o 90 anni la gente vi darà il proprio amore se possedete quel fiore. Ma questo è in India. E' molto difficile coglierne uno perché terribili creature e cobra sono di guardia e non vogliono che nessuno prenda quel fiore. I maestri che mi hanno detto ciò mi hanno anche informato che se una persona è presente all'alba e si è preparata per la Presenza Divina, quel Soffio Divino gli giungerà, lo avvolgerà e lo ricoprirà con la corrente d'amore, così che chi lo guarderà proverà amore per lui o per lei. Invece di rincorrere quel fiore, potrai raggiungere la corrente d'amore. Se di notte farete come vi ho detto, i cuori della gente saranno attratti dall'amore per voi. La vostra vita diverrà più amabile, amabile ed amabile. Qual'è la ragione della sofferenza? Qual'è la cura? Come fare ad ottenere la medicina? Penso sia chiaro. Provate! Molta gente ha provato ed ha avuto i giusti risultati. Fintanto che date del vostro tempo prezioso per venir qui ad ascoltare un maestro, con l'autorità a mia disposizione do un po' di quell'Amore Divino ai vostri cuori. Curatelo e non lasciatelo svanire. Curatelo come vi prendereste cura di una pianta preziosa. Curate l'albero dell'amore e lasciatelo crescere così che vi copra, nel mondo speciale delle correnti d'amore, qui e nell'aldilà. Inoltre, quella corrente d'amore raggiungerà l'oceano dell'amore. Infiniti oceani d'amore. Ci nuoterete e non vi farà annegare come gli oceani qui. No! Vi darà più dolcezza, più gioia, più freschezza, più pace, più amore.
L'unità oltre la dualità
C'è qualcuno che pensa che l'oceano sia solo ciò che
appare sulla sua superficie? Osservando le sue gradazioni di colore ed i
suoi movimenti, un occhio acuto può percepire indicazioni sulle insondabili
profondità di quell'oceano. La misericordia e la pietà Divina sono un oceano
senza limiti che fornisce un'infinita varietà di vedute a chi naviga sulla
sua superficie; ma il più grande stupore ed appagamento è serbato per quelle
"creature del mare" per le quali la misericordia Divina è divenuta il
proprio elemento. Il Signore ci chiama all'Amore Divino con una attrazione
che è innata nei nostri cuori, ad un amore che può essere compreso e
riconosciuto come Divino da alcuni, mentre per altri è sentito
indirettamente come amore per le Sue creature o per il creato. Ad ogni modo
le redini del nostro cuore ci dirigono verso quegli Oceani di Misericordia,
così come il nostro corpo fisico è attratto dal mare quando è gentile e
calmo. Tramite la rivelazione dei testi sacri e grazie all'esempio
mostratoci dai Profeti e dai Santi, tutti gli esseri umani sono in contatto
con questi oceani. Per l'uomo in genere queste rivelazioni sono come
vascelli o manuali per la costruzione e la manutenzione delle imbarcazioni
che solcano i vasti mari, ma a coloro che sanno leggere tra le righe una
grande rivelazione appare: noi apparteniamo a quel mare, il nostro posto, la
nostra casa è nelle sue profondità, non sulla sua superficie.
Il Sacro Corano è un eminente Scrittura senza ambiguità, colma di chiare
indicazioni per tutta l'umanità, ma contiene molto di più di ciò che può
vedere un occhio non allenato. La capacità di osservare nelle sue profondità
non è solo una questione di allenamento ma viene conferita tramite la
sincerità e la fede. Ci sono infiniti livelli di conoscenza e saggezza nelle
profondità del Sacro Corano ove è scritto: "Certamente percorrerete stadio
dopo stadio" ed il raggiungimento di ciascun livello concede grandi benefici
non solo a chi l'ha raggiunto ma anche per tutti quelli che gli stanno
intorno, per tutta l'umanità e per tutta la creazione.
Ci si potrebbe chiedere: "Per quale motivo tutti questi significati
nascosti?" La comprensione di questi significati è la chiave per ottenere la
loro "essenza di saggezza" e questa essenza è un'inesauribile fonte, un
elisir di vita eterna. Possiamo riassumere l'essenza della saggezza che il
nostro Signore cerca di impartirci attraverso tutte le rivelazioni in una
parola: UNITA'. Il tema dominante del Sacro Corano è l'Unità e
l'Incomparabilità di Dio e la debolezza e la completa dipendenza da Lui
delle creature. Sottolineando così la Sua Onnipotenza e la nostra debolezza
ci ricorda l'affinità che abbiamo con tutte le creature, e ci conferisce
l'umile ma onorevole manto della servitù. Realizzando che non sei meglio di
nessun altro e che il tuo progresso può essere ottenuto servendo Dio ed i
Suoi servitori, avrai afferrato gli strumenti coi quali frantumare il tuo
idolo di vanità e il tuo egoismo. Avendo raggiunta l'umiltà, le tribolazioni
della vita fungeranno da propellente verso il tuo scopo, poiché essi ci
ricordano costantemente la nostra debolezza e saranno accolte se non con
ringraziamento, almeno con pazienza, coscienti che ci stanno avvicinando
sempre più all'Unità. Il nostro viaggio verso quella meta in primo luogo ci
distanzia dall'illusione della molteplicità, velo impenetrabile per l'uomo
comune. Quella è la visione dell'infinita diversità dell'esistenza,
apparentemente indipendente, di miliardi di creature che lottano per
migliorare la propria condizione ed esercitare la propria volontà.
Lo stadio successivo è quello della realizzazione dell'Onnipotenza di Dio e
della propria debolezza: questa realizzazione ispira terrore di fronte alla
maestà e al potere di Allah (Jalâl) e uno sente se stesso essere un
umilissimo servo del Più Trascendente Signore. Oltre questo c'è lo stadio di
intimità (uns) nel quale la prossimità del Signore è percepita:
"Ed io sono più vicino all'uomo della sua vena giugulare." ( Corano 50, 16
)
In questo stadio si possono percepire i Suoi aspetti di amore e bellezza (Jamâl).
Ma lo scopo ultimo è oltre persino l'intimità dell' "Io e Te", l'Unità oltre
la dualità, poiché Egli è il tutto nel tutto. Questo è il significato di
Lã ilâha ill'Allah: Non c'è alcun Dio all'infuori di Dio. Fintanto che
rimaniamo ancorati alla separatezza della nostra esistenza fisica noi siamo
lontani dal nostro scopo. Perché temiamo la morte? Perché abbiamo paura di
essere non esistenti, ed è per questo che anima e corpo sono attaccati l'uno
all'altra così tenacemente e questo rende possibile a entrambi di viver in
questo mondo. Può darsi che dovremo pagare un altro prezzo per vivere, ma
tuttavia pazientiamo. Tutti i Profeti di Dio ebbero la stessa missione:
chiamare la gente ad un'esistenza Divina nel Signore e ad uno stile di vita
che conduce a perseguire quello scopo. Che cosa implica un simile stile di
vita? Una volta che l'idolo dell'egoismo è scacciato, la realizzazione non
viene più cercata nell'auto-appagamento. L'enfasi si sposta verso la ricerca
della Verità, della purezza e della pace per avvicinarsi agli attributi
divini nello spazio di tempo che ci è stato concesso per prepararci a quella
tanto sospirata ri-unione. Ambizioni e desideri mondani vengono allora
drasticamente ridotti ed un decente livello di mantenimento necessario a
sostenere un semplice stile di vita rimpiazza uno sforzarsi vorace ed
egoistico. Persone ricche e potenti furono spesso in prima linea
nell'opposizione contro i Profeti poiché, mancando loro l'allenamento
spirituale che possa permettergli di trattare il potere e la ricchezza con
distacco, essi videro il loro potere e la loro ricchezza come l'essenza e
l'affermazione della loro esistenza. Così si opposero con veemenza ad ogni
cambiamento dello status quo. Persone povere e senza potere furono
generalmente più ricettive, perché non si sentirono spaventati dall'avvento
di un nuovo ordine orientato verso la spiritualità. Certamente anche essi
ritenevano che il denaro e il potere erano criteri dell'esistenza, ma
pensarono: "Non abbiamo nulla e comunque non siamo nulla, quindi che cosa
abbiamo da perdere se andiamo ad ascoltare?" Così quando i Profeti li
chiamarono al Signore essi poterono facilmente rinunciare all'attaccamento e
ai valori terreni e dissero: "Abbiamo lasciato alle nostre spalle ogni cosa
a parte noi stessi". E per quelli che realmente intesero quello che avevano
detto, tra i poveri che avevano rinunciato a poco e fra i ricchi che
dovettero lottare duramente per rinunciare ai valori mondani, l'essenza del
messaggio fu quindi impartita: "Ora, lasciate indietro voi stessi e
avvicinatevi all'Oceano dell'Unità".
Abu Yazîd al
Bistâmi (Q.s.) (uno dei più grandi Maestri della linea Khwajagân) si
avvicinò alla Presenza Divina e "bussò" alla porta. Gli fu chiesto: "Chi è
là?" "Sono venuto, o mio Signore" rispose Abu Yazîd. Gli fu detto: "Qui non
c'è posto per due, lascia il tuo ego dietro di te e vieni." Quando una
seconda volta Abu Yazîd (Q.s.) avvicinò la Presenza Divina gli fu chiesto
chi fosse, disse: "Tu, o Signore." Una volta fu chiesto ad Abu Yazîd (Q.s.)
a proposito degli atti di adorazione e di devozione di due differenti tipi:
quelli indicati dall'esempio del Profeta (s.A.'a.s.) (Sûnnat) e
quelli resi obbligatori tramite Rivelazione Divina (Fard) Egli disse:
"Sunnat è l'abbandono del mondo e fard è l'abbandono di tutto
tranne Lui solo." Tanta gente proclama di seguire la Sûnnat ma i loro
cuori sono pieni di amore per la mondanità. Per quanto riguarda ciò che è
obbligatorio, Abu Yasid (Q.s.) è penetrato nel cuore dell'argomento, perché
quell'abbandono totale è il fine verso il quale tutti i mezzi (atti di
adorazione) sono diretti. Obbligatorio, inoltre, perché nel tempo della
morte tutti dobbiamo lasciare ogni cosa all'infuori di Lui, sia che siamo
pronti oppure no. Il Signore ci invita ad entrare negli Oceani di Unità
mentre noi siamo ancora in questa vita, a dissolverci come lo zucchero si
dissolve nel tè. Quando lo zucchero si è sciolto non puoi più dire: "Questo
è lo zucchero e questo è il tè". L'invito del nostro Signore ad unirci nella
Sua Unità ci è sempre offerto ed è nostro destino soffrire fino a che non
rispondiamo a quell'invito. Fino a che ci attacchiamo alla nostra pretesa di
autonomia dovremo anche sopportare il peso delle dure lezioni che questo
mondo ha da offrirci, con pianto e sofferenza. Lasciate andare e nulla vi
recherà danno. Quando 'Abd
ul Qâder Jilâni (Q.s.) si rivolgeva ai suoi seguaci, la sua
individualità diveniva a volte completamente velata da un manto di Attributi
Divini e di Attributi Profetici. Quando era in simili stati il Divino si
manifestava attraverso di lui e la sua parola diventava fonte di timore e
per chi non avesse ancora raggiunto una stazione sufficientemente elevata,
molto disturbante e persino scioccante. La perfezione può essere compresa
solo da individui perfettamente completi, niente affatto da uomini non
rigenerati. Per quelli sulla via della Verità, essi comprendono la
perfezione in accordo con i loro rispettivi livelli di evoluzione ed i
seguaci di 'Abd ul Qader Jilani (Q.s.) non erano su di un livello tale da
poter ricevere da quelle emanazioni. Una volta stava tenendo un discorso
rivolto ai suoi discepoli dal pulpito di una moschea. Egli recitò un verso
del Sacro Corano e lo spiegò un pò. Poi disse: "Questa spiegazione aiuterà
ognuno dei presenti a capire questo verso, ciascuno ad un livello (di
comprensione) corrispondente alle proprie cognizioni, ma il suo significato
reale non è per voi. Non potete capire quello che sto dicendo. C'è solo uno
degli ascoltatori in grado di apprezzare i profondi significati del discorso
ed è nascosto dietro un pilastro ed è coperto da un velo. Le mie parole sono
state dirette a quella persona, non a voi, cercate di capire questo e non
pensate a voi stessi come ricettacoli adeguati ad ogni pezzo di preziosa
saggezza. Se voi sentite qualcosa da me che capite, allora molto bene,
fatene buon uso sulla vostra strada, ma se sentite qualcosa che non capite,
state attenti a non respingerlo. Quando succede questo, semplicemente
mantenetevi in pace e siate umili abbastanza da accettare che possa essere
stato diretto a qualcun'altro dell'assemblea, qualcuno che ha raggiunto un
potenziale di comprensione superiore al vostro. Poi continuò in un altro,
ancora più profondo livello di significato di quel verso del Corano e disse:
"Ora, questo è oltre il livello anche di quella persona dietro al pilastro".
Quando Jilani (Q.s.) ritornò in sé, i suoi discepoli lo informarono della
natura dei suoi discorsi durante lo stato di assenza da sé. Jilani (Q.s.)
allora disse loro: "O figli miei, se è vero che io dico cose contrarie alla
Sharîah (legge divina) allora dovete colpirmi con la vostra spada".
Ciò che Jilani (Q.s.) intendeva con "contrario" alla Sharîah
significava in effetti contrario alla vostra comprensione della Sharîah;
poiché le persone non sono tutte sullo stesso livello di comprensione della
Sharîah. Nel successivo incontro Jilani (Q.s.) disse ancora cose
appartenenti ai reami della conoscenza di Allah Onnipotente. Allora in
accordo con le istruzioni dello Sheikh i discepoli estrassero le loro
spade ed incominciarono a colpirlo, ma le loro spade passavano attraverso la
figura dello Sheikh così facilmente come se passassero attraverso
l'aria. Colpirono e colpirono ma era come se il suo corpo fosse un miraggio.
Quando Jilani (Q.s.) tornò a sé, i suoi discepoli gli dissero: "O nostro
Maestro, hai di nuovo detto di quelle parole." "E voi cosa avete fatto a
riguardo?" "Come ci hai istruito, ti abbiamo colpito con le nostre spade, ma
esse passavano come attraverso aria fine." "Allora non dovevo più essere là.
Non c'era più Jilâni da essere tagliato dalle vostre spade. Jilâni era
dissolto nell'Unità del Signore Allah l'Onnipotente. Era Lui solo che vi
parlava." Certamente qualcuno solleverà delle obiezioni dicendo che non c'è
nessuna evidenza dalle Scritture del fatto che Allah possa parlare
attraverso un intermediario diverso da un Profeta (s.A.'a.s.). Sia il Corano
che la Torah narrano che Allah parlò a Mosè attraverso un cespuglio in
fiamme, ed ogni credente accetta questo. Nella vostra opinione, qual'è il
veicolo più nobile per la Luce Divina, il più nobile strumento per la
Saggezza Divina, il cespuglio o l'uomo? E' l'uomo o il cespuglio "la corona
della creazione"? C'è terreno sul quale respingere questo punto? Quando una
persona raggiunge la stazione dell'Unità egli lascia dietro di sé la sua
propria esistenza, cosicchè l'Unità Divina lo sopraffà: potete vederlo come
Jilâni ma non è più Jilâni (Q.s.). Siamo tutti gravati dal peso del carico
di questa vita e ci carichiamo di quel peso solo perché non vogliamo
sollevarcene. Alcune persone sciocche non sono soddisfatte di portare i loro
pesi ma invidiano i pesi degli altri. Il risultato è questo: fintanto che
uno porta il peso del suo io molti altri lo attaccheranno e sarà colpito da
frecce e pugnali, ferito dalle spade dell'invidia e dell'inimicizia.
Raggiungere la porta dell'Unità con l'Onnipotente è la sola via per essere
liberato dalle sofferenze di questo mondo e tutti i Profeti di Dio hanno
insegnato metodi per raggiungere questo scopo. Comunque, la resistenza
nell'uomo è molto forte e, generalmente, maggiore è la nostra fortuna
mondana più difficile sarà raggiungerlo. Questa è una delle principali
ragioni per cui la legge Divina rivelata attraverso i tempi ha richiesto al
ricco di dare in carità al povero. Oltre agli ovvi benefici di sollevare
dalla povertà chi riceve e di proteggere il donatore dall'invidia, dare in
carità allena le persone benestanti a rinunciare ad una parte della loro
ricchezza e così purificarla e purificarsi. E per questo che la parte dovuta
ai poveri si chiama Zakât (purificazione). Purificazione da cosa? Dal
nostro attaccamento ad un'esistenza separata. Sha'bân ar-Rai (Q.s.) era un
semplice pastore ed anche uno dei grandi Santi Sufi dell'inizio dell'era
islamica. Visse nel tempo in cui i quattro ben rinomati Imam delle
scuole sunnite di giurisprudenza erano impegnati a compilare i canoni delle
loro rispettive scuole. Uno di questi grandi dotti, Imam Shafi'i (Q.s.),
considerava Sha'bân ar-Rai (Q.s.) suo tutore spirituale.
Un'altro dei quattro grandi Imam, Ahmed ibn Hâmbal (Q.s.), essendo scettico
di uno Sheikh così illetterato, decise di porgli una domanda molto
semplice per accertare il suo livello di conoscenza. Imam Shafi'i (Q.s.) lo
ammonì: "Stai attento a non pensare a lui come a un sempliciotto, perché se
gli domandi con questo preconcetto, capirà la tua intenzione nascosta e ti
svergognerà. Imam Ahmed (Q.s.) era comunque determinato a proseguire il suo
corso, e così gli domandò: "Qual'è la quota di Zakât che tutti i
musulmani non indigenti devono pagare ai poveri?" "Di quale Zakât
stai chiedendo. La vostra Zakât o la nostra? Secondo la vostra
varietà di conoscenza o secondo la nostra via?" Sorpreso e sempre sospettoso
di eresia, Imam Ahmed chiese: "Cosa? Pretenderesti dire che vi sono due
quote di Zakât nella Sharîah? Vorrei sapere quali sono e su
quali evidenze basi le tue affermazioni." "Secondo la Sharîah come si
applica a te e a quelli che sono sulla tua via, è incombente sopra ogni
persona di dare ai poveri un quarantesimo del suo oro, argento, greggi e
merci. Secondo la Sharîah come si applica ai suoi schiavi, gli
schiavi e tutto ciò che possiedono appartiene al loro Padrone. Per cui,
nella nostra via, di ogni quarantesimo, quaranta sono per il nostro Signore
e niente è per noi". Allora Imam Ahmed (Q.s.) gli chiese: "Su quale autorità
basi questo? Chi è il tuo Imam e qual'è la tua catena di trasmissione
indietro fino al Profeta (s.A.'a.s.)?" "Il nostro Imam è
Abu Bakr as-Siddiq (R.a.)
(il primo Khalifa dell'Islam): egli diede tutta la sua ricchezza per
il suo Signore." Richiedendo così di rinunciare almeno ad un quarantesimo
della loro ricchezza ogni anno, viene dato agli uomini il via lungo il
cammino della rinuncia. E rinunciare al possesso anche di un piccolo valore
è una lotta per l'uomo, che è nato in questo mondo a pugni chiusi ma dovrà
lasciarlo a mani aperte. Nulla di ciò che potrà raccogliere dai tesori di
questo mondo lo renderà capace di risiedervi per sempre. Così, aprite le
vostre mani mentre sono ancora calde; questo è meglio per le vostre anime,
poiché la pratica di vivere a mani aperte vi preparerà a vivere la vostra
esistenza nella sublime Unità Divina. Questo è il più alto livello di bene
in questo mondo e l'Onnipotente promette una grande ricompensa:
"Sarà la ricompensa del bene altro che il Meglio?" (Qur'an, 55,60)
Il Signore Onnipotente accetterà la vostra esistenza e vi darà da Se stesso. Questo è il significato di "Fana-fillah" (annichilimento in Dio) e "Baqa-billah" (permanenza in Dio): la vera esistenza nell'oceano dell'unità di Allah Onnipotente. Nessuno può anticipare quell'infinito piacere. Possa Allah concedercelo. Ma ogni cosa ha il suo prezzo....
All’inizio della creazione
Il nostro GrandSheikh (Q.s.) disse che all’inizio della creazione Allah creò le nostre anime e chiese loro: "Chi sono Io e chi siete voi?" Alcune tra loro risposero: "Tu sei il nostro Signore e questo sono io (nafs)." Altri dissero: "Noi siamo noi e Tu sei Tu." Altre ancora risposero giustamente: "Tu sei il nostro Signore e noi siamo i Tuoi servitori."
Alle anime a cui i nafs fecero rispondere scorrettamente al Signore, Allah Onnipotente imprigionò i loro ego per ottantamila anni nell’oscura e selvaggia "valle della fame", poi li fece uscire e fece la stessa domanda. La maggior parte rispose correttamente questa volta, ma una parte caparbiamente si ostinò a negare. Allah Onnipotente comunque non li punì di nuovo e li lasciò stare. Quella gente venne poi inviata in questa vita e anche se tutti nascono con la fede, sono destinati a mostrare la loro sfrontatezza e diventare così increduli (in questa vita) qui sulla terra. Questo perché il loro ego li ingannò e li spinse a negare, anche se le loro anime erano credenti e pronte ad obbedire. Così Allah ci lasciò, ingannati dell’ego, diventare degli increduli. GrandSheikh (Q.s.) poi mi spiegò quale fu la Saggezza Divina nel lasciare quella gente, come cechi che non vedono nemmeno il sole: è per facilitare la costruzione di questo mondo (Ta’mir ed-Dunya). È facile per chi non crede intraprendere e costruire in questa vita poiché non credono in null’altro e quindi possono dedicare tutto il loro sforzo e la loro energia nel costruire e sistemare ogni cosa nel modo migliore per la gente in questa vita. Ma i credenti dato che credono nella vita futura che sarà dopo questa terrena, e poiché si sforzano in conseguenza di ciò, non sono così interessati, o non esclusivamente, in questa vita. Gli increduli che credono soltanto in questa vita, fanno di tutto per godersela e fan sì di trarre il massimo comfort e piacere da ogni cosa. Agli increduli è stata data la "Saggezza Satanica" che permette loro di inventare e sviluppare molte cose. Hanno un immaginazione incredibile. Se non fosse per i miscredenti vivremmo ancora nelle grotte, nelle capanne, o nelle tende. Niente grattacieli, né aerei né transatlantici, niente registratori né computer, né riscaldamento centralizzato né elettricità. Nessuna di queste invenzioni o scoperte. Ma gli è stata data la Saggezza Satanica ed ogni giorno li vedete arrivare con una nuova trovata. GrandSheikh (Q.s.) proseguì spiegando che in realtà questi miscredenti sono dei servi per i credenti. Come? Prendete per esempio questo orologio, costa su per giù 25 sterline. Se vi do 100 sterline sareste capaci di fabbricarne uno? No, non potete. Gli orientali possono avere dei soldi, ma non sanno fare gli orologi, forse ora ci provano ma l’invenzione è occidentale. Quindi 25 sterline non è caro, anche 100 sterline non è caro poiché anche se ve ne do 1000 non potete costruirmi un orologio così. Sono i nostri servitori e ben volentieri usiamo auto, luci, aerei, navi ecc... Hanno lavorato e poi ci hanno venduto i loro progetti. Ora anche noi possiamo produrli ma non possiamo inventarli, sarebbe troppo difficile, troppi problemi per noi che non siamo ossessionati da queste cose come lo sono loro. Il Profeta (s.A.'a.s.) disse: "Chi serve la propria nazione è dei suoi nobili ranghi." Allah Onnipotente inspirerà quegli inventori, nel Giorno del Giudizio a dire: "O nostro Signore siamo stati servi dei Tuoi fedeli ed il Profeta (s.A.'a.s.) disse che chi serve la gente è di nobile rango, quindi dacci la nostra ricompensa." Allah Onnipotente detiene così tanti Oceani di Misericordia che se dovesse estenderne anche solo uno, nessuno ne rimarrebbe fuori. Se guardate il cielo lassù, vi potete immaginare che qualcuno ne sia escluso? Perciò non immaginatevi che qualcuno venga escluso dalla Misericordia di Allah in quel giorno. Ognuno otterrà quello che gli si addice. I segreti del Sacro Corano che GrandSheikh (Q.s.) ci dischiude ora, non erano manifesti nei tempi addietro, essi appartengono all’era in cui Sayyidina al-Mahdi (a.S.) presiede. Chiunque vivrà in quel tempo vedrà tutti quei segreti rivelarsi, segreti che per ora stanno sbocciando nel vostro cuore.
Il desiderio comporta sofferenza
Sweibenalp, 1985
Sheikh Nâzim:
"Bismillâhi r-Rahmãni r-Rahîm. La hâula ua la qûwwata illa billâh."
Quando sarete niente, raggiungerete pace e felicità. Raggiungerete la Verità
e uscirete dalla sofferenza. Quelli che vogliono essere qualcosa, portano
con sé il carico della sofferenza. Per molti anni ho perseguito questo
scopo: essere nulla. Se mi chiedete: "Lo hai raggiunto?" Io vi dico: se mi
chiedete se sono felice e vi rispondo di sì ciò significa che l’ho
raggiunto. Altrimenti non avrei mai potuto raggiungere la felicità. Perché
se abbandonate la vostra esistenza temporale ed entrate negli Oceani
dell’Eternità voi scomparirete. Allora le sofferenze non vi potranno più
raggiungere. Se uno viene lanciato dalla terra verso lo spazio, c’è un
livello entro la quale la gravità lo porterà verso il basso. Ma se raggiunge
una certa distanza, non c’è più gravità a tirarlo giù verso la terra. Sarà
quindi in pace, senza problemi. Fino a quella distanza vi sono sofferenze,
pericoli e paure. Ma oltre non c’è più pericolo. Può andare lontano senza
mai più cadere. Se va oltre il controllo, andrà nello spazio. Non cadrà
sulle nostre teste. Sì, sarà libero. In quanto uomini, noi siamo come stelle
che corrono lungo le loro orbite. Noi corriamo attorno ai desideri del
nostro ego. Ogni desiderio che viene dal nostro corpo fisico ha una sua
gravità, una speciale gravità che spinge le nostre anime verso il basso. Se
non vi liberate dai vostri desideri è impossibile che vi salviate dalla
sofferenza, poiché ogni desiderio porta con sé una sofferenza. Non potete
immaginare un desiderio che non comporti alcuna sofferenza. Forse per una
persona il più grande desiderio può essere il matrimonio. E questo
matrimonio porterà con sé necessariamente molte sofferenze. In Europa in
modo particolare. Vedo che in Europa il matrimonio è pieno di sofferenze e
che la gente sta allontanandosi dal matrimonio. Così quando vedo una coppia
e domando: "Chi è?" lei risponderà "Il mio ragazzo" e lui dirà "La mia
ragazza!" Anche quando sono solo "un ragazzo" e "una ragazza" essi si
caricheranno di sofferenze. Poiché è un desiderio avere un ragazzo o una
ragazza. E un desiderio del nostro ego. Perciò causerà delle sofferenze.
Cos’è la sofferenza? Forse dopo un po’ il suo ragazzo la lascerà e lei sarà
contrariata. E questa è una sofferenza per lei. Oppure dopo un po’ lei lo
lascerà e lui incomincerà a piangere. Ed è un uomo! Molti uomini piangono
per una donna. Non è vero? Voglio dire che ogni desiderio causa una
sofferenza all’umanità. Senza soffrire non potete soddisfare alcun
desiderio. Forse saranno piccole sofferenze o lunghe. Magari pesanti oppure
leggere, ma sofferenze ci devono essere. Quindi se vi trovate a quel livello
dovete soffrire. Quando abbandonerete tutti i desideri del vostro ego,
allora nessuna gravità vi attirerà entro l’area della sofferenza. Avrete
raggiunto l’area che è libera da ogni sofferenza. Quello che vi sto dicendo
è la verità e non un parto della mia immaginazione. E qualcosa di cui potete
avere una prova o che state già sperimentando. Noi ora stiamo chiedendo di
raggiungere un livello dove non c’è più sofferenza per la gente. Questa è
l’area in cui avrete lasciato ogni desiderio che appartiene al vostro ego e
nella quale potrete seguire la Volontà del vostro Signore. Non penso che
gente felice venga in questo posto. Posso vederlo con il mio cuore. Se
venite a cercare la felicità, dovete conoscere le vie per raggiungerla.
Generalmente è gente sofferente che viene e cerca la via per uscire dalla
sofferenza. Ma a volte guardo e vedo che qualcuno che cerca la felicità e
chiede di abbandonare la sofferenza, quando viene in un posto come questo
cade in sofferenze ancora maggiori. Persone simili sono come chi cerca di
estinguere un fuoco con la benzina. A volte esercizi spirituali lavorano
contro il nostro soffrire ma a volte possono farlo aumentare. Alcuni
esercizi possono essere utili e altri possono essere dannosi. Alcuni
esercizi sono utili per le donne ma non per gli uomini, altri utili per gli
uomini ma non per le donne. È per questo che abbiamo così tanti metodi al
giorno d’oggi. Ma è importante conoscere le dosi dei metodi che vogliamo
utilizzare....Da quando sono arrivato qui non ho ancora visto una faccia
felice. Eccetto il dottore. Perché è un dottore! Le altre sono serie,
addolorate, tristi... Se c’è un sorriso è solo dal viso, non viene dal
cuore. Si... mi capite? È importante che ognuno conosca se stesso o se
stessa per essere capace di curare. Ed anche sapere da dove incominciare e
quando fermarsi. O sarete come chi vuole cucinare e mette di tutto in una
pentola senza sapere quando si deve spegnere. Poi quando va ad aprire vede
che è tutto carbonizzato. Per cui è cosa della massima importanza avere cura
di se stesso, perché potete sapere di voi stessi più di chiunque altro. I
desideri ai nostri giorni si moltiplicano. Possiamo anche dire che i
desideri di quest’anno sono aumentati rispetto all’anno precedente. Non è
così? Si... ogni anno aumentano. Non ci fermiamo agli stessi desideri.
Quest’anno potremmo essere soddisfatti con quello che abbiamo. Ma quando
l’anno passa, voi direte: "O, questo è fuori moda, ho bisogno di un modello
alla moda. Questo è vecchio, devo comprare il modello nuovo!" Così i
desideri aumentano ogni mese ed ogni anno, passo dopo passo. E qual è la
ragione? Ci dev’essere una ragione. Poiché senza una ragione sarebbe
impossibile. Il motivo per cui i desideri aumentano nel nostro tempo è che
la nostra fede sta diventando debole. È la fede che dà un sostegno alla vita
di tutti noi. Se non c’è la fede il nostro spirito non dà alcun sostegno al
nostro corpo fisico. Qualcuno è venuto da me oggi e mi ha detto: "La tua
pelle non è quella di un uomo vecchio. Tu non hai 75 anni!" E questo è vero,
perché se il vostro corpo ha il sostegno della vostra anima allora resterete
sempre allo stesso livello e non diventerete vecchi ed inutili. Ma chi
dipende solo dal proprio fisico, decadrà velocemente. Nel nostro tempo la
fede sta calando. Se perdiamo la fede nella vita eterna significa che il
nostro desiderare deve essere soddisfatto entro un periodo di tempo breve,
entro la nostra vita. E così tutti corrono a soddisfare sempre più desideri.
Ma se correte dietro ai vostri desideri vi stancherete. E non potete essere
soddisfatti quando avete così tanti desideri. Se una persona pensa che
morirà domani e ordina: "Oggi devo mangiare quanto più mi è possibile" e
mangia e mangia e mangia e dice: "Portate, portate..." Che cos’è questo?
Sentirà ancora il sapore dopo un piatto? Il gusto si fermerà. Sforzarsi a
mangiare troppo non ha senso. In questi tempi la gente nega tutto ciò che
riguarda la vita eterna. Quindi chiede sempre più divertimenti per il corpo
fisico. Dovreste sapere che contate solamente per uno. Non siete qui per
due. Non potete mangiare due porzioni. Se mangiate troppo, dopo dovrete
preoccuparvi di non diventare troppo grassi. Significa, non potrete mai
realizzare tutti i vostri desideri. Perché il nostro corpo, i suoi poteri,
le sue qualità e capacità sono limitate. Un’automobile può andare a 200 km
all’ora, basta schiacciare l’acceleratore. Ma più di 200 non può fare.
Essere miscredenti rende infelici e crea "gente senza cervello". La ragione
del nostro soffrire è che non possiamo soddisfare i nostri desideri. Così
soffriamo: "Perché non posso soddisfare i miei desideri?" "Perché è
impossibile." Non potete mangiare tutte le pietanze. Non potete possedere
tutte le donne! Ma volete avere tutto per voi stessi! Questo è follia.
Se volete bere perché avete sete e correte all’oceano, potete bere, ma la vostra sete non sarà mai soddisfatta. Però se prendete una sola tazza di acqua di sorgente sarà sufficiente per voi. Invece la gente corre verso l’oceano! E poi scoppieranno dal troppo bere. Questo è il problema del nostro tempo. Questa è la sofferenza: non essere soddisfatti di ciò che ci è stato assegnato. Questa vita è per tutti! Ma noi siamo ancora come bambini piccoli. Perché un bambino prenderà tutti i giocattoli che vorrete dargli. E se un altro bimbo viene, li vorrà tenere per sé e dirà: "Questo è mio!" La gente cresce nell’età ma non allena il proprio ego. Il loro ego è lo stesso di quello dei bambini piccoli. Le stesse caratteristiche. Tutti vogliono avere tutto per sé e niente per gli altri. Questa è la causa delle sofferenze. Perché credono in una sola vita, per cui devono divertirsi quanto più gli è possibile in questo mondo. E non è possibile curare persone simili. Moriranno soffrendo. Vari livelli di sofferenza li sopraggiungeranno. Dovranno morire nella sofferenza. Non potete trovare un rimedio per ciò. Se non iniziate a credere nella vita eterna, la cura è impossibile. Possono venire qui a Schweibenalp ma faranno ammalare anche il dottore, e anche lui soffrirà. Nessuno potrà ottenere la felicità senza credere nella vita eterna. Chi crede nella vita eterna dice: "Questo è abbastanza per me, il resto lo possono prendere gli altri."
Una
definizione di ittibâ’a (seguire la Via)
Abbandonare le preferenze dell’ego
Questo discorso definirà cosa voglia veramente dire "seguire la Via". Il vero seguire (ittibâ’a), come noi lo comprendiamo, ha un significato molto vasto che include non semplicemente il seguire, ma anche l’esecuzione degli ordini. Una volta GrandSheikh (Q.s.) mi disse: "O figlio mio, eseguire gli ordini è più importante e di più grande valore che compiere gli atti di devozione di tutta l’umanità e di tutti i jinn (geni): poiché compiere tutte quelle adorazioni non è possibile, mentre eseguire gli ordini lo è, e questo è ciò che conta alla Presenza Divina." Per esempio, disse GrandSheikh (Q.s.), così tante persone specialmente uomini religiosi dicono: "Noi amiamo il nostro Signore, amiamo Gesù Cristo (a.S.), oppure amiamo il nostro Profeta (s.A.'a.s.) così tanto che saremmo felici di sacrificare le nostre anime per il nostro Signore ed il nostro Profeta (s.A.'a.s.)." Molte persone di ogni nazione fanno simili affermazioni, ma le loro parole suonano false. Io direi loro in tutta sincerità: "Se voi realmente amate il vostro Signore, per favore abbandonate una cosa proibita per amor suo. Lasciate solamente una cosa che è sgradita alla Presenza Divina, una piccola cosa che Allah ci dice di non fare e che noi invece facciamo lo stesso." Egli non ci sta chiedendo di sacrificare ora l’anima, ma solo di iniziare a fare un piccolo passo, un passo indietro rispetto a qualcosa che è proibito. In ogni religione, non solo nell’Islam, potete trovare almeno ottocento azioni proibite. "Queste azioni proibite sono atti che ognuno nel proprio profondo sa che sono sbagliati, perché ogni persona ha una coscienza, che per ogni cattiva azione rimorde. Le loro coscienze dicono: "Non farlo", ma i loro ego li spingono verso queste cattive azioni, perché l’ego prova piacere in quelle cose, l’ego naviga soddisfatto negli oceani del male. Quindi, come pesce che, vedendo l’acqua, non può più restare sulla terra e si getta nel mare, così l’ego velocemente corre verso gli Oceani del male, se gli viene lasciata via libera. Se, come pretendete, amate il vostro Signore così tanto, allora andate e controllate il vostro ego almeno una volta! Quando possiamo dire che stiamo veramente seguendo la Via? Quando possiamo fermare il nostro ego prima che ci trascini verso cattive azioni; l’imbrigliamento dell’ego è l’essenza dell’eseguire gli ordini che sarà ricompensato da Allah più che l’aver compiuto l’intera adorazione di tutti gli uomini ed i jinn. Gli uomini del giorno d’oggi amano fare qualsiasi cosa che il loro ego domanda loro. Inoltre dicono di amare Dio e che sarebbero disposti a sacrificare qualsiasi cosa per Lui. Se veramente amate Dio, allora tenetevi ben lontani da ciò che Dio ha proibito. GrandSheikh (Q.s.) dice che viviamo in un tempo in cui il numero delle cose proibite è 800, quando verrà il Dajjâl (l’Anti-Cristo) non ne porterà alcuna nuova o sconosciuta. Tutte le cose che sono state proibite dal tempo di Adamo (a.S.) fino ad oggi possono ora essere trovate in abbondanza e gli uomini stanno correndo verso di esse, sotto il comando dei loro ego che hanno eletto a loro Dio. Stanno tutti lottando contro gli insegnamenti di Muhammad (s.A.'a.s.) perché la sua intenzione fu quella di sradicare il male dalla terra e di insegnare alla gente come si evita la malvagità. Come musulmani, stiamo aspettando la venuta dell’Imam Muhammad al-Mahdi (a.S.), che verrà mandato per ripulire il mondo dal male e dai demoni, e attendiamo anche il ritorno di Gesù Cristo (a.S.) che verrà inviato per uccidere l’Anti-Cristo e per ristabilire la Parola della Verità su questa terra sotto la bandiera del Profeta Muhammad (s.A.'a.s.). Stiamo vivendo per vedere quei giorni e chiediamo ad Allah Onnipotente di poter essere vivi in quel tempo in modo tale da poter offrire la nostra mano per ripulire il mondo dai demoni. Se il lago del male non è prosciugato e seccato, un numero sempre maggiore di "zanzare" si schiuderà e diffonderà malattie infettive. Oggi questi laghi del male possono essere trovati ovunque, ma la gente non li vede nemmeno, non se ne parla quindi di prosciugarli; piuttosto diventano dipendenti da nuovi "insetti-repellenti", "insetticidi" e "programmi di controllo della malaria", ma essi non riusciranno mai a controllare "la malattia" fintanto che non penseranno a come prosciugare quei laghi. Fino a quando non riusciranno nell’intento, non ci sarà più pace sulla Terra, più soddisfazione nel cuore della gente, gli uomini cercheranno di bersi il sangue l’uno dell’altro e comunque di recarsi danno. Come possiamo combattere il nostro ego e come possiamo sostenere la nostra pretesa di amare il nostro Signore con il compimento di azioni che siano a Lui gradite, e non al nostro ego? Il mio GrandSheikh (Q.s.) dice che se qualche evento o situazione vi si presenta, osservatela attentamente prima di trovarvici coinvolti e chiedete onestamente a voi stessi se sia qualcosa che piace al vostro Signore o al vostro ego. Se è la scelta del vostro ego, allora lasciatela e cercate il compiacimento del vostro Signore. Sarete così diventato un grande asceta. "Dal nostro punto di vista, dice GrandSheikh (Q.s.), non è così importante se uno sia pronto a dare un enorme tesoro in carità ai poveri, perché questo è facile al confronto dell’abbandonare un azione proibita. Forse darebbe il mondo intero in elemosina se lo possedesse, ma togliere lo sguardo da una donna è più di quanto voglia e sia capace di fare. Non guardate!
Sforzo e fiducia nel Signore
Questa notte GrandSheikh (Q.s.) parlerà di un punto molto importante. Dico che GrandSheikh (Q.s.) parlerà perché gli Auliyâ (santi) vivono nella vita reale: sono stelle viventi, non stelle morte. Sono persone viventi anche dopo la loro scomparsa dalla vita corporea. Quando lasciano questo mondo e vanno verso la vita celeste, essi lasciano dietro se stessi un successore (Khalîfa) deputato a parlare per conto loro; quindi, quando parlo qui è il mio GrandSheikh (Q.s.) che parla, che mi fa parlare per conto suo. Per questo dico che vi parlerà di un punto importante. GrandSheikh (Q.s.) diceva che un grande Santo ed amante del Profeta (s.A.'a.s.), Ibn ‘Omar as-Safadi (Q.s.), disse: "Se una persona lascia tutto e si astiene dall’azione, dicendo che non ha bisogno di agire perché egli ha fiducia nel suo Signore e che il suo Signore è sufficiente per lui e gli procura ciò che ha bisogno, allora quell’uomo è un fuorviato e un peccatore". Qui GrandSheikh (Q.s.) vuole chiarire la vera relazione tra il servo ed il suo Signore, dicendo: "C’è una certa distanza che i servi devono coprire, prima e solo quando quella distanza è stata coperta ed il suo perimetro attraversato, i servi potranno dire: "Da qui in poi lascio ogni cosa al mio Signore e da questo punto in poi affido tutti i miei affari al mio Signore!" Per esempio, un contadino ara il suo campo e pianta granoturco, quindi lo lascia ed ha il diritto di attendere semplicemente la mietitura. Egli avrà fiducia nel suo Signore che produca il suo raccolto, ma se una persona non ara e non semina, dice solamente: "Io confido che il Signore mi darà granoturco al tempo della mietitura" egli è in verità ben stolto nel suo pensare e nel suo agire. Dovete essere consapevoli sul vostro da fare e compierlo. Non potete far piovere, non potete costringere il granoturco a crescere e produrre pannocchie, ma potete arare e seminare, solo allora potrete confidare che il vostro Signore porti a compimento quello che avete cominciato. Questa è la vera fiducia in Allah (tawâkkul). Questo è un punto molto importante e spesso frainteso, specialmente nei paesi europei, dove c’è gente che solleva obiezioni all’Islam, dicendo che esso ci insegna che non c’è bisogno di lavorare, ma che bisogna dipendere solo dai Favori Divini. Oggi anche nei paesi musulmani la generazione più giovane dice che l’Islam è la causa dell’arretratezza dei loro paesi, ma questo è il risultato di un erronea comprensione. In realtà, quello che l’Islam ci dice è che noi possiamo incominciare a lavorare con le nostre proprie azioni ma è Allah che le completa e che il successo di ogni sforzo è nelle Sue mani. Questo è il mondo delle cause. Abbiamo bisogno di cause e dobbiamo tenerci stretti ad esse in questa vita, perché eventi miracolosi possono accadere a Profeti e Santi ma non a chiunque. Per questa ragione ci è stato ordinato dal Profeta (s.A.'a.s.) di partecipare alle cause così da poter testimoniare gli effetti ed ottenere i risultati. Allah Onnipotente dice che nessuno raggiunge nulla senza agire; dobbiamo agire per avere dei risultati. Quindi l’azione è un ordine di Allah Onnipotente e non dobbiamo solamente sederci ed aspettare senza movimenti e senza azioni. Avere fiducia in Allah è corretto solo dopo aver completato il nostro dovere. A volte nella Tarîqa, lo Sheikh può mettere alla prova un murîd ordinandogli di abbandonare ogni causa e di non cercare i propri mezzi di sussistenza. Ma questi casi sono rare eccezioni e non la regola generale. La regola generale è procurarsi i mezzi, come Allah comanda. Perché GrandSheikh (Q.s.) parla di questo punto? Non lo menziona qui nel contesto delle azioni terrene e azioni per questa vita, ma piuttosto si riferisce allo sforzo richiestoci per raggiungere le stazioni celesti e gli oceani della Conoscenza Divina. Dovete sforzarvi e compiere buone azioni quanto più potete, e quando avete finito, dopo aver fatto quanto più vi era possibile, Allah l’Onnipotente vi innalzerà. Se voi state cercando le stazioni divine e poteri miracolosi, dovete prima lottare e non solamente dire "Allah ci darà" o "Le mie azioni non sono sufficienti perché io possa raggiungere le stazioni celesti." Una buona analogia per illustrare questo punto è la seguente: ad un tale erano stati dati un piccone ed un badile rotti e gli fu detto: "Prendi questi strumenti e scava sotto tutti i sette strati della Terra fino a che raggiungerai la fine dove troverai il tuo tesoro." Pensate voi che sia possibile farlo con un piccone ed un badile rotti? Naturalmente no, ma malgrado ciò, devi scavare quanto più puoi e non cedere dicendo: "Come posso compiere un impresa simile?" Il tuo compito è quello di scavare poco a poco ed il Signore ti sta seguendo così che quando vede che credi fermamente e lavori come ti è stato ordinato, Egli manderà il Suo Aiuto giusto nel momento in cui sarai esausto e non potrai fare di più. In quel momento manderà una grande macchina che estrarrà il tuo tesoro istantaneamente e senza sforzo. Poiché sei un servo senza potere, incapace di eseguire un Suo ordine, Lui estrarrà per te il tuo tesoro con il Suo potere, non con il tuo. Ti sta solo mettendo alla prova: stai ascoltando, credendo e obbedendo? Se incominci, lui finirà, ma se dici: "È impossibile anche per la più grande macchina, come posso io farlo?" Verrai bandito dalla Presenza Divina. Ma se incominci il tuo scavo malgrado la ovvia impossibilità del compito, allora il verso divino del Sacro Corano si applicherà a te:
"Allah non grava alcuno oltre le sue capacità.
( Corano 2, 286 )
" Non abbiamo la pretesa di raggiungere tutte le stazioni celesti come risultato delle nostre pratiche; facciamo solo ciò che è in nostro potere di fare e, in realtà, raggiungere lo scopo per mezzo delle nostre pratiche è come cercare di raggiungere la luna per mezzo di una scala; anche se legassi assieme tutte le scale del mondo non potresti raggiungerla, è impossibile; ma dobbiamo comunque provare perché può darsi che, una notte, dalla luna discenda una scala per congiungersi alla nostra, e allora ci sarà possibile salire, ma che noi possiamo costruire su fino alla luna, quello mai, ma dobbiamo comunque compiere il nostro dovere. Allah dice che fare il proprio dovere è la causa del nostro raggiungere i cieli, ma dovete sapere che questo non è sufficiente. Sappiamo che le scale vanno verso l’alto, ma non fino alla luna. Questo è il significato preciso della Tarîqat, e noi non inganniamo la gente: se uno lavora con sincerità, il nostro Signore può mandare una scala in ogni momento dalla luna per portarvi su, ma dovete fare il vostro lavoro, ed avere fiducia nel Signore. Molta gente legge nei libri a riguardo di eventi miracolosi, e, a volte il nostro ego ci chiede di essere uno di questi "uomini miracolo". Tarîqat è la via per diventare capaci di compiere miracoli, ma noi non lavoriamo per ottenere simili cose, ma solo per il piacere del nostro Signore. Quando Lui è soddisfatto di noi, ci renderà soddisfatti di Lui, ed in quel momento non vorrete nemmeno considerare gli eventi miracolosi; è solo il nostro ego che chiede di compiere simili imprese. Il nostro GrandSheikh (Q.s.) sta dicendo alla fine di quest’incontro: "Vi sto parlando per conto del Signore del Tempo (Sâhib-uz-Zamân), Sayyidina al-Mahdi (a.S.), perché non gli è ancora permesso mostrarsi e rivolgersi alla gente direttamente, quindi mi è stato dato permesso in vece sua. Quando apparirà voi testimonierete il modo in cui parlerà." GrandSheikh (Q.s.) continuò: "Questa assemblea ha le stesse virtù dell’assemblea di Sayyidina al-Mahdi (a.S.), e riceve la stessa ricompensa. Queste conoscenze non sono il risultato della lettura di libri, ma provengono direttamente dal cuore del Santo Profeta (s.A.'a.s.). Allah l’Onnipotente concede queste conoscenze a chi ha fiducia in Lui ed a chi esegue i suoi ordini con pieno rispetto".
I miracoli
GrandSheikh (Q.s.) dice che raramente accadono miracoli, normalmente tutto succede tramite cause. Solo in casi eccezionali degli eventi succedono e sono inspiegabili con le leggi causali ordinarie. Queste eccezioni sono limitate in ogni secolo. Per esempio qualche anno fa ho sentito di un bambino che risolveva enigmi matematici che nemmeno degli adulti colti arrivavano a risolvere. Così pure nel mondo spirituale accadono cose nella vita di persone che sono miracolose e nessuno riesce a spiegarne le cause basandosi sulla normalità. GrandSheikh (Q.s.) ci svela come mai questi fatti accadono: primo, per dichiarare ad ogni persona che c’è il Signore dell’universo e che Egli fa ciò che vuole. Che le cause non lo concernono né è soggetto alle leggi naturali. Egli è colui che crea queste cause e queste leggi, ma non sono un legame per Lui. La Sua Sovranità è assoluta ed il Suo regno è libero dal comando altrui. Egli solo comanda e fa ciò che vuole come vuole. Dobbiamo avere la certezza assoluta che Egli ha il Potere di fare ogni e qualsiasi cosa. GrandSheikh (Q.s.) mi fece quest’esempio su come Allah Onnipotente faccia ciò che vuole. Allah Onnipotente potrebbe racchiudere il mondo intero in un ditale. Come? Se consideriamo ciò con le conoscenze empiriche saremo d’accordo che ciò è fattibile, in quanto gli astronomi e scienziati hanno scoperto che vi sono stelle la cui massa in un cucchiaino equivale a un miliardo di tonnellate. Stelle di neutroni. Gli scienziati studiano e ricercano ed aumentano la loro sapienza in merito, Allah ha dato loro la mente per osservare la Terra ed i Cieli. Sapendo ciò possiamo dire che questa ipotesi è valida, perché no, forse veramente si potrebbe mettere l’intero pianeta in un ditale. Questa è la nostra mente che stima e calcola, ma Allah non agisce come noi pensiamo. Egli può mettere il mondo nel ditale senza rimpicciolire il mondo o senza allargare il ditale. Niente si oppone al Suo volere. Se ordina qualcosa, così dev’essere. Questo è il potere di Allah Onnipotente (Qûdrah). Nella nostra immaginazione allargheremmo il ditale o restringeremmo il mondo, ma se facesse così anche Lui, non vi sarebbe differenza tra servi e Signore. La prima ragione per cui Allah decreta l’accadere dei miracoli è di mostrarci che Lui può ciò che desidera. Così a chi Egli vuole dà conoscenza segreta senza sforzi e senza studio. Il nostro GrandSheikh (Q.s.) disse che tali poteri gli furono conferiti nella sua infanzia, ma la completezza del potere degli Auliyâ sta nel mantenere segreto e non fare mostra delle loro facoltà miracolose: qui sta la loro vera grandezza. Gli Auliyâ sono come vulcani, in sé racchiudono tremendi poteri. Ma come un vulcano può apparire ad un ignaro come una montagna qualsiasi, così gli Auliyâ possono sembrarti persone qualsiasi. Alcuni pretendono che gli Auliyâ non siano differenti da noi: "Cosa sono tutte queste storie degli Auliyâ? Che differenza c’è tra noi e loro?" La risposta a quelle persone è: possono sembrare simili a voi, anche la gente della Mecca guardava il Profeta (s.A.'a.s.) e diceva: "Egli è come noi, come può dire cose simili?" Oggi la gente dice degli Auliyâ: "Hanno due gambe, due braccia e un naso come noi, perché gli attribuite così tanti poteri?" Nelle sembianze esteriori sono normali, ma interiormente sono assolutamente differenti come lo sono due fili elettrici, uno che porta la corrente e l’altro no. Quello che la trasporta sembra identico all’altro, poiché non vedete la corrente che scorre in lui. Provate a toccarli con un dito e poi mi direte se sono uguali! Un filo ti dà una scarica che ti sbatte fuori dalla porta! Gli Auliyâ non parlano ora ma giunta l’ora possono con una sberla spedirti da qui in Germania o in Inghilterra. Gli Auliyâ hanno poteri Divini perché hanno dato il controllo del loro corpo fisico interamente nelle mani del loro Signore, e perché non fanno mai resistenza con il loro volere a quel controllo. Si sono liberati dalla morsa del loro ego e si sono consegnati al loro Signore. Così che il Potere Divino scorre nei loro corpi e con quel potere possono fare cose miracolose. La seconda ragione per cui Allah Onnipotente invia miracoli è che a nessuno venga meno la speranza nel suo Signore. Se non fosse per quei miracoli molti cadrebbero nella disperazione. Siccome accadono di quando in quando, nessuno può dire: "Non posso raggiungere gli Oceani di Conoscenza, sono troppo pigro. Come potrò giungere a quei ranghi?" Invece possono sperare nell’aiuto Divino. Forse ammettendo la loro debolezza Allah concederà loro la Sua ricompensa. Allah può anche dare un rango elevato a qualcuno senza alcun motivo. Possiamo chiedere al nostro Signore la soddisfazione di qualsiasi desiderio. Il nostro Signore non rifiuta mai una richiesta. Ma dato che alcuni nostri desideri non sono buoni per noi adesso, Egli li accantona e li soddisferà il Giorno del Giudizio.
Le sole notizie che attendo
Centro di Babaji a Sweibenalp, 1985
Sheikh Nâzim: "Si. Ora arriviamo ad una nuova stazione nel nostro incontro, e questa è la domanda di Kalkatti: "Perché ogni persona di buon cuore soffre per la sofferenza degli altri?" Come chi ha un paziente in casa soffrirà perché il malato sta soffrendo. O se qualcuno ha 40 bambini e uno di loro viene rapito. Non soffriranno solo i suoi parenti No! Certe volte anch’io sono molto arrabbiato per queste cose. E soffro finché non sono liberi. Quello che voglio dire è questo: che tutte le persone di buon cuore soffrono con la gente. Perché la gente soffre e la sofferenza non genera felicità. Questi sono gli insegnamenti di tutti i Profeti. Non è umano essere felici in mezzo alla gente infelice. Non potete esserlo. E Kalkatti sta chiedendo, perché vedo che lei sta soffrendo per la sofferenza della gente e come ogni persona di buon cuore, sta cercando un Salvatore dell’umanità. Anch’io sono una di quelle persone che stanno aspettando un Salvatore e che cercano mattina e sera di sentire sue notizie. Queste sono le sole notizie che attendo, le notizie del Salvatore. Perché vedo che tutta la gente è caduta in una profonda vallata e non ha i mezzi per risalire dal fondo della vallata fino alla cima. Io sto cercando una Mano Divina che raggiunga il fondo della vallata e tiri fuori la gente. Kalkatti cerca quel Salvatore. Come credenti nelle tradizioni, crediamo in un Salvatore che verrà prima, precedendo il ritorno di Gesù Cristo (a.S.). Si... deve venire come Salvatore, prima di Gesù Cristo (a.S.). Nella nostra tradizione il suo nome è: Muhammad al-Mahdi (a.S.). Egli sta arrivando ma la sua venuta sarà dopo una grande guerra. Le nostre tradizioni ci dicono che la Grande Guerra sarà l’ultima guerra. Sarà combattuta dalle grandi potenze l’una contro l’altra. Non dite che la Svizzera è un paese neutrale, o l’Austria o il Lussemburgo o la Svezia, no! Quando verrà la tempesta, sarà dall’est all’ovest, completa, totale. Anche dall’ovest all’est. Dai continenti agli oceani e dagli oceani ai continenti. Deve essere così e in quella grande guerra il Salvatore verrà come una mano divina dai cieli alla terra e fermerà la guerra. Perché adesso quando piccoli paesi si combattono arrivano i grandi e dicono: "Stop!" Ma come sarà quando i grandi dragoni verranno a combattere? Nessuno può fermarli eccetto la Mano Potere Divino che dirà loro: "Allahu Akbar!", "Dio è il più grande!" Allora dovranno fermarsi. Questo sarà il primo Salvatore il cui nome ci è stato dato, tramite le tradizioni come Muhammad al-Mahdi (a.S.). Dopo breve tempo apparirà un tiranno, ben conosciuto nella tradizione come l’Anti-Cristo. Sarà il più temibile tiranno per i figli di Adamo (a.S.). Il mondo intero nel suo tempo entrerà in sofferenze e problemi senza fine. Allora il secondo Salvatore, Gesù Cristo (a.S.), discenderà dal cielo alla terra. Incontrerà Mahdi (a.S.) a Damasco presso la tomba di Giovanni Battista (a.S.), il figlio della zia di Gesù (a.S.), Elisabetta (R.a.) moglie di Zaccaria (a.S.). Egli è sepolto a Damasco sotto una splendida cupola. Gesù (a.S.) arriverà sul minareto di quella cupola verso l’est. Quando la gente sarà giunta per la preghiera di fajr (preghiera del mattino), Gesù Cristo (a.S.) verrà e due angeli lo proteggeranno con le loro ali e lo porteranno giù. Avrà un turbante verde e sarà risplendente. Egli ha il più bel viso, bianco e rosa. La sua barba è rossa ed è grondante di sudore. Lui ha una spada. Quando era sulla terra non aveva mai toccato una spada, ma ora viene come il Salvatore. Nel suo tempo tutta la tecnologia sarà finita. La Sua spada può raggiungere qualsiasi punto in cui voglia mandarla. È una spada miracolosa, una spada Divina. Il suo Signore gliel’ha data per salvare la gente dalle mani dell’Anti-Cristo. Egli arriverà per la preghiera di fajr, la moschea sarà piena di gente e staranno tutti pregando, poiché è sempre ora della preghiera per i Profeti e le loro nazioni. (Gesù Cristo (a.S.) in ogni modo pregava il suo Signore, non pregava a se stesso o alla croce. No! Lui si inginocchiava di fronte al Suo Signore.) Lui è il Salvatore e non lascerà nessuno dei seguaci dell’Anti-Cristo sulla Terra. Quando avrà salvato la gente dalle mani dell’Anti-Cristo, ci saranno 40 anni di pace assoluta sulla terra. Gli uomini vivranno come in paradiso. In quel tempo non ci sarà bisogno di aerei, di navi o di automobili. Nulla! Ad ogni persona verranno dati poteri miracolosi tramite Gesù Cristo (a.S.). Se, per esempio, guardo alla seconda collina di quella montagna e dico "Bismillah!" "Nel nome del Signore, Onnipotente Allah!" che significa "Col tuo Divino Permesso, o mio Signore". Mi hai onorato di essere tuo deputato. Io chiedo a Te! E se Lui dà il permesso allora potrai mettere il tuo piede da qui alla seconda collina di quella montagna. Se vi volessi dare maggior spiegazioni di quei tempi miracolosi, arriverebbe l’ora di fajr (alba). Ci è stato ordinato di dirvi alcune cose su quei tempi miracolosi e sugli avvenimenti che si stanno avvicinando per trasformare in felicità la vostra infelicità, per farvi essere più pazienti e darvi un assaggio di quei tempi felici. Quanto più potete ascoltare, tanto più potete credere e potrete raggiungere la felicità velocemente. Non è solo una speranza. Sta per diventare per voi una realtà poter vedere al-Mahdi e Gesù Cristo: che Allah li benedica. Grazie per la vostra attenzione.
"Al Wâsil "
Colui che è arrivato al Signore
Essere i servitori del Signore dona piacere e questa
sensazione ci spinge al suo servizio. Quanto più i servitori sono
consapevoli del loro stato di bisogno e della loro debolezza tanto più Allah
viene loro vicino e concede loro, promettendo di non rifiutare mai una
richiesta. Per servizio è il miglior e più amabile attributo alla Presenza
Divina. Oggigiorno la vita degli uomini è più che altro dipendente dalle
pillole e dalle medicine, che essi usano giornalmente e se per un giorno non
le potessero prendere, avrebbero paura di morire. Come credenti invece
dobbiamo credere che la nostra vita dipende da Allah nostro Signore
Onnipotente. Gli Auliyâ hanno un alto livello di certezza e hanno la
percezione della loro vita alla presenza del loro Signore. Egli può dare
vita a ogni cosa direttamente, senza l’intervento di cause e ragioni. Quindi
noi dipendiamo dal Creatore delle cause e non dalle cause stesse: è un
grande errore per i credenti non essere consapevoli di questo. Abbiamo
bisogno di Allah per esistere, più che del cibo, delle bevande o delle
medicine. L’uomo pensa che se non mangia e non beve deve morire. No, dovete
tagliarvi fuori da tutto l’insieme di cause che vi circondano e che vi
rendono legati ad esse piuttosto che al vostro Signore che vi ha creato. Se
riuscite a fare questo, allora sarete direttamente ricollegati a Lui. Quando
raggiungerete una relazione diretta con Allah, le cause spariranno e voi
sarete con Lui. Egli vi darà direttamente, così che sarete liberi da fame,
sete, malattie e miserie. Senza più bisogni. Il
Profeta (s.A.'a.s.)
disse ai suoi Compagni: "Il mio Signore mi fa bere e mangiare alla Sua
Presenza". Questo significa una perfetta connessione fra servitore ed il suo
Signore, fra creatura ed il Creatore. Per questo uno dei nomi del Profeta (s.A.'a.s.)
è "Al Wâsil", colui che è arrivato al Signore. Egli è con il suo
Signore, niente più cause intorno a lui, è diventato libero. Si è
perfettamente ricollegato senza un mediatore, ha la vera relazione. Là non
c’è più niente dall’esistenza dei cieli e della terra. Egli si è tuffato
negli Oceani dell’Unione Divina, raggiungendo l’Unità. Là non c’è nessun
altro se non Allah Onnipotente. Egli ha sacrificato la sua esistenza
imitativa, ha tagliato il legame e ha lasciato l’esistenza temporale per
entrare nella reale esistenza negli Oceani dell’Unità Divina. Allah ama che
i suoi servitori dicano: "O mio Signore, ho bisogno di te." Avrete bisogni
infiniti fino a che raggiungerete la Presenza Divina e il concatenamento
delle cause finirà. Là, l’identità appartiene ad Allah solamente. ‘Abd,
il servitore finisce, Allah rimane.
Questo è un discorso importante che vi renderà chiaro quale debba essere il
vostro obiettivo. ‘Ububîyat, essere buoni servitori ci conduce agli
infiniti Oceani
dell’Unità Divina dove il servitore scompare e rimane solo Allah. Dal
servitore appare Allah solamente. Questo è quanto accadrà alle persone più
distinte, non per la gente comune. Mantenetevi bisognosi di Allah fino a che
Egli vi distaccherà da ogni necessità. Quando sarete annullati, la vostra
esistenza sarà attraverso di Lui.
Mese dopo mese nuova saggezza si schiuderà fino a quando arriverà al-Mahdi (a.S.). Nei suoi giorni i segreti diventeranno chiari. Questa è una descrizione semplice per voi adesso. Voglia Allah concederci una buona comprensione e rinsaldare il nostro piede sul suo cammino.
Fermarsi un attimo
Tratto da: "The Secrets behind the Secrets..."
Schweibenalb 1985
Domanda: Vorrei che ci dicesse qualcosa riguardo al Salvatore.
Sheikh Nâzim: "Così diciamo: "Bismillâhi r-Rahmãni r-Rahîm. Dalle nostre tradizioni sappiamo ciò che accadrà nel futuro. Ogni credo menziona gli ultimi giorni, i loro segni e quello che accadrà prima del Giorno del Giudizio. Ogni religione menziona anche una persona che così è stata chiamata: Anti-Cristo. Il gruppo che sarà con lui sono le persone che sono sempre in contatto con il demonio e chi cade facilmente sotto il controllo del demonio. Essi saranno con l’Anti-Cristo, perché essi sono maligni in loro stessi. I demoni li porteranno alla fonte del male e dei demoni: all’Anti-Cristo. Un altro gruppo di persone si preparerà per il Salvatore: per Mahdi e per Gesù Cristo (a.S.), loro sono i Salvatori. Essi vengono a salvare la gente dal male e dai demoni. Poiché nel nostro tempo i demoni hanno eletto a loro regno questo pianeta: dall’est all’ovest e da nord a sud. Noi siamo sostenitori dei loro regni. Ed io sono spiacente di dire che il genere umano sostiene il male ed i demoni. Ma noi siamo sostenitori, forti sostenitori. Presto terribili eventi succederanno sulla terra poiché noi sosteniamo Satana ed il suo regno. E come punizione per il nostro sostegno, un grande fuoco verrà. Una tempesta di fuoco soffierà dall’est all’ovest e dall’ovest all’est, da nord a sud e da sud a nord, dai continenti agli oceani e dagli oceani ai continenti. Questa è la punizione per l’umanità perché sostiene il regno dei demoni sulla terra, e perché sostengono l’Anti-Cristo. Perciò i Salvatori, Mahdi e Gesù Cristo (a.S.) devono venire. Ed essi distruggeranno il regno dei demoni sulla terra. E noi invitiamo tutti voi ad essere sostenitori dei Salvatori e non sostenitori dei demoni. Perché i sostenitori dei demoni moriranno, mentre i sostenitori dei Salvatori saranno salvati. E colui che fa i piani e dispone del tempo, Egli è assolutamente puntuale. Quando sarà scaduto il tempo, nessuno potrà alcunché. Quindi figlie e figli miei, voi siete liberi di essere sostenitori dei demoni o dei Salvatori. Se siete venuti qui per imparare come bruciare il vostro ego, a bruciare il vostro male e i vostri demoni nel fuoco 1, allora potete essere felici. Se siete venuti per un pic-nic, allora state dando al vostro ego ancora più potere. In questo posto dovete essere così attenti a voi stessi, il vostro scopo dovrebbe essere quello di distruggere il regno dei demoni. Forse le mie parole possono suonarvi strane, perché non avete mai sentito cose simili prima. Ma se cercate di equilibrare la vostra mente con la saggezza che è in voi scoprirete che è vero. Allora voi dovrete decidere qual è il vostro obiettivo.
Y: "Vorrei fare una domanda. Come possiamo decidere, quando tutto è prestabilito. Perché, come avete detto prima, tutto è già pianificato. Come noi siamo qui seduti e tutto il resto. Per cui come possiamo noi decidere quando tutto è già stabilito, se è già deciso se noi faremo questo o quello? Com’è che noi decidiamo?"
Sheikh Nâzim: "Si, ogni cosa è programmata. Ma noi, il genere umano, siamo stati onorati e abbiamo nelle nostre mani la volontà. Noi non siamo come le altre creature. E questo è il suo significato: poiché noi abbiamo la Volontà, dobbiamo cercare di fare del nostro meglio. Dobbiamo cercare di non andare fuori programma, ma di andare secondo il programma. è come quando un treno arriva ad un incrocio tra la Germania e la Svizzera. C’è una chiave per aprire una via o l’altra. Come volete, in Germania o in Svizzera. Ma è già stato programmato, questa via o quella. Questo è il nostro onore. Noi non siamo animali soggiogati. Quindi dovete comprendere cos’è il vostro onore. Il grado più elevato è quello di abbandonare la propria volontà per quella del Vostro Signore e dire: "Come vuoi Tu." Quando arrivai qui, Dr. Ibrahim disse: "O Sheikh Nâzim dopo la preghiera la porterò con la mia macchina per cinque minuti in un posto molto bello." Prima pensai di dirgli quale fosse la mia volontà, poi dissi: "Lascio a lui la mia volontà, perché conosce questi posti bene, meglio di me." E sono contento perché ho rimesso a lui la mia volontà. E spero che sarò contento quando lo seguirò. Allora come potrei non essere soddisfatto della volontà del mio Signore? Egli sa meglio se devo andare in Germania o in Svizzera. Ma se voi preferite usare la vostra volontà va bene lo stesso. Ma farete un errore".
Y: "Come possiamo capire qual è la Volontà Divina e qual è la nostra?"
Sheikh Nâzim: "La potete capire se vi fermate un attimo. Voi siete creature celesti, non della terra ma celesti! Metà della vostra struttura è dalla Terra, il resto è Divino. Così se volete conoscere qual è la Volontà Divina, voi dovete tagliare tutti i legami con questa vita ed essere con il vostro Signore solo per un minuto e chiedergli di darvi un segno: luce rossa o luce verde per ciò che volete fare. E questo accadrà! Tutti abbiamo questi tipi di segni, ma non ne facciamo uso. Per esempio un’abitudine tipicamente turca è quella che quando vediamo un semaforo non ha importanza per noi se sia rosso o verde. Si va avanti, dobbiamo muoverci sempre, non siamo interessati.... Se l’uomo ha fatto le luci verdi e rosse per il traffico, non pensate che il vostro Signore le abbia fatte anche per voi? Solo che non ci alziamo mai in piedi e chiediamo al nostro Signore: "O mio Signore, sono meravigliato, o sorpreso, sono in dubbio su quale via sia la tua Volontà." Voi non lo chiedete mai questo! Vi do ora il permesso di chiedere ogni qualvolta ne abbiate bisogno. Dovete farvi un doccia, con acqua calda o acqua fredda. Dovete trattare il caso seriamente. Dovete essere seri riguardo al vostro futuro. Dovete essere in un posto tranquillo, rivolgere il vostro saluto ad Allah, il vostro Signore. Poi dovete sedervi e dire: "O mio Signore, avrei intenzione di fare questa cosa, e chiedo che la mia volontà segua la Tua Volontà. Dammi il giusto segno per questo scopo!" Vi verrà allora data luce verde o luce rossa. E impossibile fare così e non ricevere una risposta. Questa è una semplice forma di istikhârae ora sto dando loro libero permesso di chiedere. Questo è per chiunque sia interessato nel suo futuro ed è per sapere se state seguendo la volontà del Signore oppure no. Chiunque può farlo ora dall’est all’ovest. Non solo un gruppo. Tutti coloro che sono interessati possono farlo e lui o lei sarà soddisfatto. Verrà loro sempre data luce rossa o luce verde! C’è una condizione: non chiedere riguardo a cose che sono già chiare! Sarebbe come arrivare alla fine di una strada e chiedere di andare avanti. Se è già chiaro, dovete accettare e non chiedere. O se la direzione vi è già stata mostrata, non c’è bisogno di chiedere, perché è già chiara. O se dice: "Vietato entrare!" è chiaro e non c’è più bisogno di chiedere. Avete capito?
Nota 1: Il discorso fu tenuto in un centro di seguaci di Babaji e l’allusione è alla puja, il rito del fuoco che gli induisti sono tenuti ad offrire.
Nota 2: Preghiera colla quale si richiede un segno da Allah per poter effettuare la scelta migliore.
Lã ilâha ill’Allah
Abbiamo bisogno di chiedere il perdono di Allah. Senza perdono non abbiamo un riparo e si incorre in così tanti problemi. Abbiamo bisogno della Sua benedizione e dei Suoi Oceani di Misericordia. Il riparo più solido è nel credere e dire: Lã ilâha ill’Allah. Non c’è alcun Dio all’infuori di Iddio. Anche se lo diciamo solo con la nostra lingua e non con il nostro cuore, ci è di beneficio. Così che il fuoco infernale non brucerà il corpo. Ma brucerà tramite il cuore. Perciò è importante credere e recitare attraverso il cuore. La protezione perfetta per il corpo fisico e per quello spirituale la si ottiene tramite il cuore e la lingua. Questo è il primo rifugio: dichiarare l’Unità Divina. Affermandola entriamo in una fortezza Divina e colui che entra sarà esente da problemi, fastidi, turbolenze e brutte situazioni, non sarà né bruciato, né punito. Quella dichiarazione può proteggere l’intera umanità. Allah può ogni cosa. Lui può salvare un’intera nazione che dichiara Lã ilâha ill’Allah. Ora le nazioni partono alla guerra, non solo i soldati, ognuno vorrebbe distruggere... distruggere. L’Umanità ha perso la misericordia l’uno verso l’altro, e costruisce armi tremende. La prima protezione è Lã ilâha ill’Allah, quindi pregare, l’adorazione, il servire il Signore ed il prostrarsi. Anche le buone maniere con la gente, l’essere d’aiuto, aver misericordia e compassione sono una protezione.
Sulla conoscenza e la saggezza
Chiedete tutto ciò che volete a chi è in grado di dare. Chiedete ciò che volete al vostro Signore. Egli dà liberamente e noi siamo i suoi servitori. È estremamente importante conoscere Allah e credere in Lui. Quanto più Lo conoscete tanto più il vostro cuore sarà soddisfatto e non avrete alcun dubbio che Egli vi darà in questa vita ed in quella futura. Allah non rifiuta mai le richieste dei suoi servitori, i quali però a volte chiedono qualcosa con il loro ego e la loro richiesta non può quindi venir soddisfatta in questa vita. Allah darà loro quello che cercano nella vita futura. I servitori possono chiedere qualsiasi cosa, ma se non è adatta a loro secondo la Saggezza Divina, la loro richiesta verrà soddisfatta nel Giorno della Risurrezione. Cercate di ottenere maggior conoscenza riguardo al vostro Signore e maggior saggezza, vi aiuterà a raggiungere la vostra stazione spirituale. La conoscenza da sola non basta, serve ad organizzare la vita terrena. Per raggiungere i cieli avete bisogno della saggezza, dovete inseguirla e ricercarla. A tutti i Profeti ed i Santi è stata concessa la saggezza ed essi la usano per avvicinarsi alla Presenza Divina. Se chiedete vi sarà concessa. Gli europei sono molto contenti nel poter leggere testi sulla saggezza degli antichi, ma qual è il beneficio? Se non vi viene data personalmente è soltanto come la fotocopia di un assegno di un milione di dollari, non potete usarlo. Dovete cercare una posizione in cui Allah sia soddisfatto di voi ed Egli vi concederà la saggezza: se Egli non è soddisfatto di voi, non vi darà nulla. Ci sono infiniti Oceani di Saggezza, ve ne può dare senza limite, tanta quanta ne potete prendere. Molta gente legge, legge, ma non è abbastanza. Dovete sapere come Profeti e Santi ci sono arrivati: essi hanno reso il Signore soddisfatto di loro. Come? Se lo sapeste gli Oceani della Saggezza vi si schiuderebbero e raggiungereste lo spazio come un razzo. Avete bisogno di allenamento e di cura. L’allenamento contro l’ego rende il Signore soddisfatto di voi. L’ego chiede di essere il re, di condurvi dove gli piace, non dove piace a Dio. Quando rendete il vostro ego contrariato il Signore si compiace di voi. Noi siamo così pesanti a causa dei nostri desideri fisici che sono così tanti che non possiamo essere trasportati dalla terra ai cieli. GrandSheikh (Q.s.) disse: "Il nafs ha 80.000 legami con cui attaccarsi a voi e voi alla terra." Solo tagliandoli ad uno ad uno potrete esser liberi di innalzarvi. Per questo è estremamente importante essere allenati da un maestro che possa guidarci ad eliminare l’egemonia del nostro nafs. Questo non potete farlo da voi stessi. È impossibile anche se leggete mille libri. Se non trovate un vero maestro non potete tagliare i legami. Ci sono così tante copie di maestri; la gente corre dietro a loro senza raggiungere mai nulla poiché non sono veri maestri. Gli imitatori non possono far nulla. Gli europei soprattutto sprecano il loro tempo con queste imitazioni di maestri che dicono: "Chiudete gli occhi, ora raggiungete il primo livello, ora il secondo, il terzo..." ma quando la gente apre gli occhi sono ancora per terra. Se non tagliate le vostre relazioni fisiche con la terra, il vostro motore spirituale non vi potrà sollevare: questo è molto importante. Tanti cercano di imitare Maulana Rumi, ma ora è soltanto uno spettacolo di dervisci danzanti. Maulana realmente andò su nel terzo livello. È difficile trovare un vero maestro ed è difficile seguirlo. Se lasciate la sua traccia siete persi. Il motore di un treno è uno solo e tutti i vagoni lo seguono, se un vagone deraglia non può più continuare. Il Profeta (s.A.'a.s.) ci ha lasciati per recarsi alla Presenza Divina e ci ha invitati a raggiungerlo. Per seguirlo ha lasciato noi come suoi eredi. Nei tempi antichi la gente usava i muli per issare l’acqua dai pozzi. Gli coprivano gli occhi, li legavano e li facevano camminare dalla mattina alla sera. Se avessero visto che camminavano sempre in tondo non si sarebbero mai mossi. Così, tante imitazioni di maestri fanno girare in tondo la gente senza poter farli innalzare. Ed i tesori sono molto in alto. Per cui la cosa più importante è cercare una vera guida. Ogni vero maestro della Tarîqa Naqshbandi ci porta ai cieli. Ahmed as-Sughuri (Q.s.) andò dal suo discepolo Muhammad al Madani (Q.s.) mentre era in ritiro spirituale. Gli disse di seguirlo. Lo Sheikh andò e dopo un po’ partì come un jet quando decolla. Il murîd lo seguì ed assieme camminarono in aria come se fossero per la strada. Raggiunsero una stazione e Abu Ahmed pose due bastoni a mezz’aria e sopra essi stese il suo tappeto da preghiera. Disse al suo murîd di venire e pregare due raka’at. Ma il murîd era spaventato al pensiero di camminare ed essere sospeso in aria. Quella era la stazione in cui il Profeta (s.A.'a.s.) pregò due raka’at durante il Mi’raj, qui ogni murîd deve venire quando la sua relazione con la terra viene tagliata. Quando Sheikh Ahmed vide che il murîd era spaventato saltò sul tappeto per mostrargli che era stabile. Poi rimandò il murîd al suo ritiro: "Torna indietro, non sei ancora pronto". Senza mantenere il metodo dei GrandSheikh non possiamo raggiungere le stazioni celesti e la Presenza Divina. La saggezza vi dà il potere per arrivare. Quando Allah è compiaciuto di voi, vi "apre". Fintanto che il vostro ego vi possiede, mantenendovi sulla terra, non potete renderLo soddisfatto di voi. Tagliate ogni relazione con il vostro ego e con i piaceri fisici della vita. Allora avrete abbastanza potere per venir portati alla Presenza Divina.
Capire i segreti del moribondo
Il nostro GrandSheikh (Q.s.) disse che tutti coloro ai quali è stata donata la Saggezza Divina accettano il fatto che Allah Onnipotente darà a ognuno dei figli di Adamo (a.S.) una parte in Paradiso. Anche il miscredente più incallito, sul suo letto di morte, distoglierà il suo sguardo da questo mondo e perderà la speranza di goderne. In quel momento anche se la più splendida ragazza si sedesse sul suo petto, non le volgerebbe nemmeno uno sguardo e se poneste il gioiello più prezioso nella sua mano, non ne vorrà sapere. In quell’attimo lo sguardo del suo Signore è su di lui ed il Signore conosce in che condizione è il Suo servo. Nessuno sa eccetto Allah Onnipotente se egli persisterà nella sua miscredenza o se si volgerà a Lui prima che la sua anima gli giungerà in gola dicendo: "O mio Signore!" Quindi la legge dell’Islam proibisce ai musulmani l’affermare che qualcuno sia morto nella miscredenza (kufr). Ciò è assolutamente proibito. Questo è un punto molto importante che ci indica quanto è tollerante l’Islam a confronto di altre religioni. Nessuno sa come quella persona muore: nella fede o nella incredulità; questo è uno dei segreti dell’occulto noti solo ad Allah. Il Profeta (s.A.'a.s.) è a conoscenza dello stato di quella persona fino a che non gli restano sette respiri, quando Allah ordina: "O mio Profeta (s.A.'a.s.), lascia quel servo a me, ti congedo ora. Poi il nostro Signore riceve il Suo servo senza intermediari. Questa conoscenza segreta è una notizia molto buona, da ciò sappiamo che Allah Onnipotente, alla fine, ci prenderà nelle Sue Mani, non ci lascerà nelle mani del nostro ego e di Shaytân. Se in quell’ultimo istante i miscredenti crederanno entreranno nella loro stazione personale paradisiaca che gli fu assegnata nella pre-eternità. La loro stazione sarà differente da quella in cui arrivano coloro che hanno creduto prima di essere in punto di morte. Ma ognuno sarà altrettanto felice nella propria stazione, ne gioirà e considererà ciò che Allah gli ha concesso il più grande dei favori. A nessuno dispiacerà di trovarsi dov’è, desiderando un altro posto, non vi sarà né invidia, né dispiacere. Ognuno deve tornare in fine al suo "Quartiere Generale Celeste". Questo è il significato del verso del Sacro Corano che dice:
"In verità apparteniamo ad Allah ed in verità a Lui è il nostro ritorno."
( Corano 2,156 )
Così tante cose possono accadere durante il nostro viaggio, ma finalmente torneremo alla nostra Stazione alla Presenza Divina.
Le
tombe hanno orecchie
La stazione del nostro GrandSheikh (Q.s.)
Un Mûrshid (maestro, guida), un GrandSheikh che insegna ed educa la gente è come un professore di chirurgia che dà lezioni su un cadavere e poi mostra ai suoi studenti ciò che devono imparare. Il nostro GrandSheikh (Q.s.) ci aveva parlato di Shaitân, allo scopo di spiegarci quale sia stata la ragione per cui sia stato bandito dalla Presenza Divina. Poi ha parlato di Adamo (a.S.) e di come sia stato mandato via dal Paradiso. Dopo di che, ci ha parlato dei compagni del Profeta (s.A.'a.s.), in modo particolare dei quattro Khalîfah ben guidati, e attraverso i suoi insegnamenti ci ha dato alcune indicazioni sul perché Abu Bakr (R.a.) detiene il primo posto ed ha raggiunto i più alti gradi, perché anche Ali (R.a.) raggiunse grande conoscenza spirituale e perché Sayyidina ‘Omar (R.a.) e Sayyidina Othman (R.a.) non erano allo stesso livello di sviluppo spirituale di Ali (R.a.) e Abu Bakr (R.a.). Quando un GrandSheikh (Q.s.) che ha una vera eredità dal Profeta (s.A.'a.s.) parla a riguardo di una persona nella tomba, le persone interessate possono ascoltarlo. Un GrandSheikh (Q.s.) di tale rango può parlare di fronte ad un gruppo di ascoltatori, ed i suoi discorsi vengono ascoltati da tutti i Santi, vivi o nella vita del Barzâkh (tomba). Questo è un miracolo di Allah. Essi possono essere ascoltati come oggigiorno, quando un presidente si rivolge ad un assemblea ogni presidente ed ogni governo potrà facilmente ascoltarlo o leggere quel discorso. Se Sultãn al Auliyâ ( Re dei Santi ) parla, deve essere ascoltato ovunque. Il discorso su Shaitân e Adamo (a.S.) e sui Sahâba fu tenuto da GrandSheikh (Q.s.) dopo la preghiera del mattino, e nel pomeriggio dello stesso giorno GrandSheikh (Q.s.) mi disse: "O Nâzim Efendi, il discorso di questa mattina è stato ascoltato dai compagni del Profeta (s.A.'a.s.) nelle loro tombe e ne sono stati molto compiaciuti, poiché ci è stato concesso un potere dal nostro Signore: se noi vediamo un incompletezza da parte di qualcuno e la facciamo notare, questa verrà colmata. Quando indicavo che alcuni dei Sahâba a volte usavano la loro volontà e non mettevano i loro desideri in linea con quelli del Profeta (s.A.'a.s.), causando così la loro incompletezza, in quel momento Allah l’Onnipotente completò per loro lo sviluppo spirituale là nella tomba, ciò attraverso Sâhib-uz-Zamân, Sayyidina al-Mahdi (a.S.), il cui compito è di completare nel Barzâkh quello che è rimasto incompleto in questa vita. Il nostro GrandSheikh (Q.s.) mi disse: "O Nâzim Efendi, tu ed i tuoi fratelli dovete ringraziare Allah di avere l’onore di essere in compagnia di un tale GrandSheikh (Q.s.) al quale è stato dato dal suo Signore il potere di salvare non solo i suoi murîd, ma anche i murîd degli altri Sheikh che sono caduti nelle mani dei demoni." Io chiesi al mio Sheikh: "E ciò si applica anche alle Nazioni degli altri Profeti oltre quella del nostro Profeta (s.A.'a.s.), nelle quali così tanti sono stati catturati da Shaitân ed i suoi eserciti. Il vostro potere si estende anche a loro?" Egli disse: "Sì, nell’Ultimo Giorno, quel GrandSheikh (Q.s.) salverà dalle mani di Shaitân tutti quelli delle nazioni di precedenti Profeti che non si unirono all’assemblea del loro Profeta (s.A.'a.s.) ma che rimasero fuori nella morsa dei demoni. Questo GrandSheikh (Q.s.) riceverà grande autorità nell’Ultimo Giorno."
Cosa significa che ogni Profeta (s.A.'a.s.) è vivo? Come
succede? Allah Onnipotente in ogni tempo nomina una persona come
rappresentante di ciascun Profeta (s.A.'a.s.). La stessa benedizione (bâraka)
e le stesse emanazioni spirituali (tajâlli) che erano presenti nel
tempo di quel Profeta (s.A.'a.s.) non scompaiono, ma continuano ad essere
manifeste. Nel nostro tempo, siccome il tajâlli del nostro Profeta
(s.A.'a.s.) è manifesto nel suo "Vicario" (Khalîfa) e così pure
quello di tutti gli altri Profeti, si può dire che è come se ci fossero
124000 Profeti sulla terra. GrandSheikh (Q.s.) continuò dicendo che c’è
sempre un grande Wali (Santo) che deve, da solo, essere il "Vicario"
di tutti i 124000 Profeti e rappresentarli; questa è la stazione di
GrandSheikh (Q.s.), e GrandSheikh (Q.s.) è il rappresentante di Sayyidina
Muhammad (s.A.'a.s.) e tutti i Profeti sono sotto la sua bandiera.
GrandSheikh (Q.s.) disse: "Deve esserci sempre uno che detiene questo rango;
ora questa stazione appartiene a noi; dopo di me solo un altro verrà a
detenere questo rango prima dell’inizio degli eventi della fine del tempo
(venuta di Sayyidina al-Mahdi (a.S.)). Sei stato onorato da Allah di essere
in simile compagnia.
I segni della venuta del Messia
Attraverso le Sacre Scritture i profeti ci hanno informato riguardo al futuro. riguardo agli eventi in lista di attesa fino all’Ultimo Giorno. Il più importante nella lista di attesa è stata la venuta del Sigillo della Profezia Sayyidina Muhammad (s.A.'a.s.); e ciò è chiaro in tutti i libri sacri. Mosè ha informato i Figli di Israele riguardo al Messia ed al Sigillo dei Profeti. Da migliaia di anni essi li stanno aspettando. Entrambi sono già arrivati, ma i figli di Israele stanno ancora aspettando, perché per diverse ragioni non li hanno riconosciuti e accettati. Ma tuttavia stanno aspettando, perché credono nelle profezie di Mosè (a.S.): Solamente alcuni fra i loro sapienti dichiararono la verità, ma furono da loro cacciati via. Adesso noi stiamo vivendo l’ultimo periodo della storia del mondo. Anch’essi sanno che il tempo degli ultimi giorni è venuto e che il Giorno del Giudizio si sta avvicinando, perché ogni religione rivelata crede in esso. Il popolo ebreo ne conosce i suoi segni tramite i suoi libri, ma tuttavia sono 3000 e più anni che stanno aspettando. Ora dei dubbi vengono ai sapienti ebrei che si chiedono se quelle persone siano venute a loro insaputa. E si chiedono dove siano adesso: Mosè disse: "Dai nostri fratelli verrà uno che è come me" e questi non era Gesù (a.S.). Chi, in tutta la creazione e nella rivelazione della Legge è stato simile a Mosè è Muhammad (s.A.'a.s.). Gli ebrei sono come gente che dorme in una stazione, i treni arrivano e se ne vanno e loro continuano a dormire. Quando si svegliano non ci sono più i treni. Ora una notizia importante ci arriva tramite un giornale turco. In America un famoso rabbino ha scritto riguardo alla venuta del Messia. L’intera stampa e la telecomunicazione è sotto controllo ebreo, in tutto il mondo. Quel rabbino ha riconosciuto nello scoppio della guerra nel golfo un segno della venuta del Messia. Verrà una grande guerra e dopo ci sarà la pace. Ma adesso sarà la seconda venuta di Gesù (a.S.) e gli ebrei hanno mancato l’incontro nella prima. E prima della sua seconda venuta ci sarà l’Anti-Cristo. Il Signore li sta mettendo alla prova. Questa grande guerra non è ancora scoppiata; ha bisogno di sette mesi di preparazione e sarà nel mese di Shawwâl, dopo Ramadân. Durerà tre mesi; più di così il mondo non potrebbe sopportare. Sarà una guerra terribile. Chi raggiungerà i giorni dopo quella guerra avrà raggiunto la pace. Non ci sarà più bisogno di ritiro iniziatico per raggiungere la vostra stazione spirituale, perché nella guerra ci saranno visioni e condizioni durissime e terribili. Quando Mehdi (a.S.) fermerà la guerra, velocemente per loro si formerà un apertura ed essi saranno salvi. La gente materialista perirà, rimarranno solo persone spirituali, che potranno camminare nell’aria o sull’acqua. In quel tempo tutti avranno attivati i loro poteri spirituali. Per cui quell’articolo è una buona notizia, una dichiarazione di quel rabbino per tutta l’umanità. Egli dice a tutti gli israeliani, a tutti i credenti che aspettano Gesù, il Messia(a.S.), di non temere perché saranno protetti. E tutti gli ebrei credenti lo aspettano. Anche i cristiani aspettano la venuta di Gesù, su di lui sia la pace: L’unica differenza fra loro e gli ebrei è che gli ebrei aspettano il suo arrivo dalla gente della terra mentre i cristiani lo attendono dal cielo. I musulmani aspettano al-Mahdi (a.S.) prima della venuta di ‘Isa (Il nome di Gesù (a.S.) dalla rivelazione Coranica)
. Così tutte le persone religiose lo aspettano. Nessuno è felice in queste condizioni di vita. I veri credenti sono stufi di una simile vita di guerre e problemi e cercano Gesù (a.S.). Qualcuno con poteri spirituali per organizzare una buona vita, poiché noi non possiamo farcela. Nessuno può cambiare le condizioni odierne se non una persona dotata di poteri spirituali. Deve venire qualcuno a salvare la gente. Quell’articolo è un monito ai credenti affinché si tengano stretti la loro fede ed ai miscredenti che dovrebbero cercarsi una religione divina. Altrimenti una punizione divina verrà e nessuno potrà fermarla. Non è importante seguire le ultime notizie, ma essere pronti per gli eventi che verranno ed essere in grado di fronteggiarli. E sarà impossibile senza una forte fede. I miscredenti devono essere puniti, devono essere portati via. Quell’articolo è un ammonimento da quel famoso rabbino a coloro che non credono. Solo la fede rimarrà una protezione. Chi crede e aspetta sarà protetto. Voglia Allah farci giungere al Messia e farci restare con lui. Mantenete una vera servitù verso il vostro Signore.
I veri servitori: la battaglia con l’ego
Ora il nostro GrandSheikh (Q.s.) ci spiega un punto molto importante che ci mostra cosa significa aver raggiunto la vera obbedienza del nostro Signore. Fino a che questo segno non appare è impossibile che uno sia un vero servitore. Quel segno è: che il proprio volere sottostà al Volere del Signore. I treni corrono sulle rotaie, se uno deraglia si distrugge all’istante. Le loro ruote debbono stare sui binari, allo stesso modo il vostro volere dev’essere in linea con il Volere del Signore, altrimenti non siete un vero servitore ed incontrerete grosse difficoltà come risultato, poiché se un treno deraglia è una cosa terribile. Potete confermare ciò esaminando le vostre vite, questo esame vi mostrerà che dal momento in cui avete lasciato il binario del Signore cose tremende vi sono accadute. In verità è molto difficile per il nostro volere accordarsi con il Volere del Signore, è difficile per il nostro ego. L’ego dice sempre "Io devo essere il tuo Signore, devi fare ciò che voglio." Questa è la ragione principale per cui l’umanità soffre. Certo è difficile combattere con il proprio ego e farlo andare secondo il Volere del Signore, ma se siete pazienti e perseverate in questa lotta Allah vi ricompenserà con il successo. Allah stabilisce un limite per ogni prova e difficoltà, così che vada da questo punto a quello, ma non oltre. "Quando il Mio servitore mi mostra che ha pazienza, Io sono soddisfatto, ciò mi basta, e rimuovo da lui le difficoltà". Forse avete già visto un aereo che rulla sulla pista prima di decollare: sulla distanza della pista, che è limitata, deve spingere al massimo i motori, è un momento critico, ma quando giunge alla velocità necessaria per il decollo si innalza facilmente. Quindi GrandSheikh (Q.s.) ci dice che dobbiamo essere pazienti poiché tutti abbiamo bisogno di percorrere la nostra pista di decollo. È una distanza limitata per tutti, per alcuni quaranta giorni, per altri settanta o per altri ancora un anno. Quando avete sopportato quel pesante fardello per il tempo a voi specifico, la distanza a voi necessaria, ed avete pazientato con il volere del vostro Signore, arriverà il momento per voi in cui sentirete la fragranza dell’aurora. Quella brezza fragrante vi solleverà allo stesso modo in cui, alla fine della sua rincorsa, l’aereo si stacca dalla pista. Allah Onnipotente vi invierà una specie di brezza rinvigorente che vi innalzerà dall’attaccamento e dalle preoccupazioni per questa vita inferiore e vi inonderà con del potere dal Suo Potere Divino così che non sarete mai più una persona ordinaria.
Il Suo Potere vi trasporterà senza difficoltà, ma prima dovete percorrere la distanza richiesta, combattendo i vostri nafs in ogni momento (jihad al akbar), allora Allah aprirà il Suo Oceano di Conoscenza al Suo servo, così che egli vi possa nuotare. In quel momento il servitore conosce l’Oceano di Potere del suo Signore e anche l’Oceano di Giustizia di Allah Onnipotente; quanto è grande questo Oceano di Giustizia? È senza fine, Giustizia assoluta. Chiunque sopporta quelle difficoltà deve ricevere, alla fine, tramite la Sua assoluta Giustizia, poteri miracolosi. Potrete essere un dotto o un analfabeta, uomo o donna, re, contadino, milionario o squattrinato, chiunque passa quelle prove per il periodo richiesto, con pazienza, otterrà la sua ricompensa. "A chi ha pazienza Io darò il Mio potere e lo chiamerò alla Mia Presenza Divina. Preparatevi, o miei servitori e venite a Me!"
Sultan ul ‘Arifin Abu Yazîd Al Bistâmi (Q.s.) chiese al suo Signore: "O mio Signore, come posso venire a Te, vista la distanza da colmare per raggiungerTi?" La risposta fu: "O Abu Yazîd, Io sono ad un solo passo: schiaccia il tuo ego e vieni da Me. La grandezza del tuo ego è la distanza che ti separa da Me". Quello non è certo un passo facile o corto. La realtà di quel passo è che dovete far seguire il vostro volere al Volere di Allah Onnipotente, come le ruote sulle rotaie, così raggiungerete la vostra destinazione, altrimenti sarà impossibile. Pensate a ciò più che attentamente, potrete così trarne molte lezioni da questo discorso. Chiunque desidera essere alla Presenza Divina si attenga a questo metodo. Non è necessario rincorrere tanti insegnanti che propagano i loro vari metodi, siano buddisti, cristiani o giudaici, semplicemente calpesta il tuo ego e vieni: questa è la somma di ciascuno di quei metodi; se potete far ciò, arriverete.
A questo punto del discorso una persona osserva:
"Sheikh Nâzim, mi scusi, ma io ho notato che chi segue la vostra Tarîqat normalmente mangia bene, dorme bene, è ben vestito e ride molto. Come allora calpestano i loro nafs?"
"I Destrieri dei Cavalieri sono così forti che si impennano sulle zampe posteriori, sono riposati, ben nutriti e ben disciplinati. Corrono a gran velocità e con resistenza dietro al nemico." Shah Naqshband (Q.s.) disse: "O mia gente, la nostra Tarîqat è molto semplice: mangiate il cibo migliore, vestitevi con i migliori abiti (non come in altre Tarîqat) e fate delle buone azioni." Questa è la nostra Tarîqat, facile, ma le buone azioni non sono ciò che l’ego vuole, quella parte, nella nostra Tarîqat non è poi così semplice. Potete mangiare bene e vestirvi bene, ma le vostre buone azioni sono basate sul vostro levarvi la notte una, due o tre ore prima di fajr (alba) ogni giorno per essere con il vostro Signore. Se fate questo sarete con il vostro Signore naturalmente così come state tra la gente durante la vostra giornata. Così il vostro cavallo sarà forte, ma in groppa ci sarà un ancor più forte cavaliere. Se mettete una donna o una persona anziana su di un cavallo così focoso, questo partirà al galoppo disarcionando il cavaliere. Dovete diventare un domatore forte ed esperto per controllarlo. Per la gente debole c’è il metodo di affamare costantemente l’ego ma nella nostra Tarîqat lo combattiamo durante intensi ed estenuanti periodi, in cui addestriamo il nostro cavallo. Per quaranta giorni due volte l’anno, ammaestriamo il cavallo e perfezioniamo il nostro controllo su di lui, dopodiché è libero di pascolare e gioire dentro ai recinti dei confini di Allah (Halal). Possiamo vestirci con abiti eleganti, abitare delle belle case, usare automobili e aerei senza che ciò influisca sulla nostra vita spirituale, poiché abbiamo il controllo del nostro cavallo. Se il tuo destriero fa le bizze, lo Sheikh ti mette in "prigione", ma ciò lo fa solo per coloro che sono sotto sua responsabilità. qual è il metodo per combattere l’ego nella Tarîqat Naqshbandi? Sta nell’abituarsi a fare qualsiasi cosa con il permesso dello Sheikh, specialmente ciò che concerne matrimonio, divorzio, lunghi viaggi; la miglior cosa è consultarsi con lui in ogni situazione importante.
Un’altra domanda viene fatta solitamente su come sia possibile questo rapporto per dei murîd (discepoli) negli Usa, in Australia e in altri paesi lontani, che hanno la possibilità di vedere lo Sheikh una volta all’anno o ogni due anni? Possediamo un "walkie-talkie" col quale possiamo inviare onde da cuore a cuore. Possiamo anche ascoltare, non siamo meno efficaci di quegli scienziati che inviano messaggi a navicelle spaziali o in altre parti della Terra via satellite, anche noi inviamo delle onde. Se conoscete la lunghezza d’onda vi potete sintonizzare, un vero Sheikh deve trasmettere. A seconda delle capacità ricettive del murîd un vero Sheikh può trasmettere queste onde: sulla prima stazione la presenza dello Sheikh giunge al cuore del discepolo. Ad uno stadio più avanzato il murîd può effettivamente sentire lo Sheikh al suo fianco ed udire il suo respiro. In fine, allo stato più avanzato, il potere spirituale dello Sheikh riveste il murîd così che in effetti per un certo tempo egli diventa lo Sheikh. Uno dei presenti quel giorno parlò così allo Sheikh: "Mi immagino che voi Sheikh dobbiate essere stufi di insegnare un giorno sì e uno no! Spero che quando avrete finito questo ciclo di conferenze vi prenderete un po’ di riposo, un po’ di relax. Gli Sheikh non si stancano mai di insegnare?"
Uno Sheikh deve sempre essere occupato con i suoi discepoli, poiché egli è come il cuore, non si ferma mai. Quando il cuore si ferma il corpo muore, lo Sheikh quindi dev’essere attivo ovunque sia, in ogni istante. Un vero Sheikh parla alla gente secondo il loro livello di comprensione; questi Sheikh sono gli eredi del Profeta Muhammad (s.A.'a.s.) che disse: "Chi intende insegnare alla gente deve attentamente notare il livello di comprensione dell’udienza per poterli indirizzare di conseguenza." Secondo questo principio di base, si possono trovare nei detti del Profeta (s.A.'a.s.) molti modi descrittivi, ognuno dei quali era usato in accordo ai diversi tipi di persone tra gli ascoltatori di quel tempo. Forse questo potrà sorprendere o sconcertare qualcuno che legge quei detti, ma possiamo capire che parlava loro ai rispettivi livelli. Ognuno dei 124000 compagni del Profeta (s.A.'a.s.) rappresentava un tipo d’uomo che sarebbe vissuto in futuro fino alla fine del mondo: quindi quando si indirizzava ai suoi compagni si indirizzava in realtà a tutta l’umanità. Allo stesso modo gli eredi del Profeta (s.A.'a.s.) indirizzano la gente in modo che essi possano comprendere e trarne beneficio. Ciò è facile per i veri eredi del Profeta (s.A.'a.s.), ma se sono solo eredi di libri che hanno letto e memorizzato, allora per costoro sarà molto difficile adattarsi al livello degli ascoltatori. Coloro che hanno ereditato dai cuori, con facilità parleranno alla gente in modo piacevole ed alleggeriranno il peso dai loro cuori. Dunque vi dico, chi è in contatto con il "generatore centrale" nel mondo spirituale facilmente riceve e trasmette, ma per chi non è collegato questo sarà molto difficile. Per i veri Sheikh parlare alla gente in modo che ne traggano beneficio è semplice e naturale come mangiare o bere. Non ho mai visto nessuno con una grande facilità come l’aveva il mio GrandSheikh (Q.s.). Non v’era nessuna differenza per lui se c’erano mille persone ad ascoltarlo od una sola; purtroppo molta "uomini di conoscenza" che radunano folle per dar loro consigli, non si degnano di parlare se non reputano sufficiente il numero dei presenti. "Perché dovrei parlare per così poca gente?" Ma GrandSheikh (Q.s.) era una fonte enorme, che riforniva tutti coloro che chiedevano di lui: se qualcuno voleva bere, poteva bere, se qualcuno voleva nuotare poteva nuotare e se qualcuno cercava un contatto da cuore a cuore lo otteneva.
Sultan al ‘Arifin Abu Yazîd al Bistâmi (Q.s.) disse ai dottori della legge (‘ulamâ): "Voi portate la vostra conoscenza sulle spalle come un fardello, dovete guardare, leggere, memorizzare per averla nelle vostre menti, ma per gli Auliyâ che imparano dalla Presenza Divina (‘ilm-ul-ladûnni), è la conoscenza che li trasporta e non hanno timore di dimenticare. Voi avete sempre paura di scordare ciò che avete appreso, e a poco a poco il vostro sapere se ne andrà via finché alla fine non resterà più nulla. Noi non temiamo che ciò ci accada!" Il mio GrandSheikh (Q.s.), quand’era oltre i 100 anni usava parlare da mattino a sera. La conoscenza che impartiva in un giorno era sufficiente per un intero libro sul soggetto. Ciò non era d’alcun peso per lui poiché era collegato con l’Oceano di Conoscenza di Allah Onnipotente. Da quel Oceano dei canali scorrono verso i cuori degli Auliyâ. Se il potere del GrandSheikh (Q.s.) apparisse qui ora nella sua completezza, nessuno potrebbe stare qui seduto, ma quell’incredibile potere di guida e direzione (irshâd) è tenuto in serbo per il tempo di Sayyidina al-Mahdi (a.S.). A quel tempo tutte le altre Tarîqat verranno assorbite dall’enorme potere di irshâd detenuto dalla Tarîqa Naqshbandi, ciò avverrà come quando un grande oceano inonda dei mari d’entroterra. Le altre Tarîqat già stanno giungendo all’arresto, non avanzano più. Siccome nessun GrandSheikh (Q.s.) appare tra di loro tutto ciò che rimane è il loro dire "segui questa Tarîqat e fai questa pratica." Non avendo GrandSheikh (Q.s.) possono solo imitare ciò che i loro predecessori praticavano, senza aver capacità di progredire, come soldati che marciano sul posto.
Uno dei presenti commentò: "Alcuni Sheikh di altre Tarîqat sono furiosi con lei per queste dichiarazioni, pensano che lei stia facendo della politica Naqshbandi, cercando di sottrarre ad altri dei discepoli".
Non dire sciocchezze. Essi possono urlare "politica!" e possono essere furiosi, ma devono sapere che ciò che dico è realtà, non politica, noi detestiamo la politica. Se hanno una vera conoscenza spirituale (ma’anawi ‘ulum), possono constatare la realtà di ciò che diciamo. Se no, possono infuriarsi, ma non serve a nulla. Ora, l’ultimo dei Profeti, Muhammad (s.A.'a.s.), è presente nel regno spirituale e per gli Auliyâ c’è un’assemblea alla presenza del Profeta (s.A.'a.s.) ogni notte. Se sono partecipi, possono sapere e conoscere, altrimenti possono solo prenderne atto, non vedendo cosa succederà e non vedendo in realtà cosa accade ora. Se così è stanno solo consultando libri e parlano, ma non si può ottenere queste conoscenze così, no, quella conoscenza particolare giunge solo tramite le vie del cuore. Quando menzionate i nomi delle persone, possiamo sapere se sono dentro o fuori. Al tempo di Abdul Qader Gilani (Q.s.), c’era un altro Sheikh che sentì parlare di lui e disse ai suoi pupilli: "Ho sentito così tanto parlare di questo Sheikh Abdul Qader (Q.s.), ma sto seduto da trent’anni all’entrata della fortezza del Potere di Allah Onnipotente, e fino ad ora non l’ho mai visto né entrare né uscire, cos’è allora tutto quel dire che sia uno Sheikh così importante?" Quando Abdul Qader udì ciò, sorrise e disse: "Come può un portinaio conoscere chi siede alla presenza del Re, vicino a Sua Maestà il Signore?" Così potete trovare Sheikh di molte Tarîqat, ma i loro livelli sono differenti. Ma perché poi si adirano? Pretendono di sapere tutto? Ciò che abbiamo dichiarato lo sappiamo dall’Assemblea Celeste, e ci giunge dalla "stazione centrale del potere" così che di fatto se qualcuno fa delle affermazioni o pretende avere delle conoscenze, sappiamo da dove provengono. Se qualcuno si adira a causa di tutto ciò, ci fornisce la prova che egli non appartiene all’assemblea degli Auliyâ, ma chi dice "credo in questo e ancor più" dovete sapere che ne fa parte. Ogni Tarîqat insegna alla gente l’umiltà e l’accettazione della verità. Chi accompagnò il Profeta (s.A.'a.s.), quando compì la migrazione (hijra) dalla Mecca a Medina? Abu Bakr (R.a.). E cosa disse il Profeta (s.A.'a.s.) riguardo ad Abu Bakr (R.a.) ?
"Tutto ciò che il Mio Signore ha posto nel mio cuore, l’ho posto nel cuore di Abu Bakr ."
Quale Sheikh può venirci a dire "Abu Bakr (R.a.) è il padre della nostra Tarîqat?" Solo la Tarîqa Naqshbandi risale nella catena spirituale al Profeta (s.A.'a.s.) tramite Abu Bakr (R.a.). Le altre Turuq ci arrivano tramite Sayyidina ‘Ali (R.a.). GrandSheikh (Q.s.) è l’erede di Abu Bakr (R.a.), solo degli ignoranti possono negarlo.
Cercate di cancellare inutili ricordi dalla vostra mente. Quando verrà Sayyidina Mahdi (a.S.), il GrandSheikh Naqshbandi di quel tempo avrà l’ordine di aprire i cuori della gente. Colui che in quegli anni si prenderà cura del mondo sarà la fonte dell’amore per l’umanità. La mattina si inizierà con il dhikr, seguirà la preghiera poi ancora dhikr: essi nuoteranno in oceani d’amore. Nessuno chiederà di bere o mangiare. Qualora si mangiasse, si riceverebbe luce da quel cibo, sarà un cibo naturale delizioso in una mensa che discende dal cielo. Ognuno avrà la sua parte, il dhikr la consumerà, così nessun bisogno di toilette. In quel tempo l’uomo assumerà sembianze celesti. La gente comune vestirà il manto della santità e gli Auliyâ saranno sorgenti d’amore. Sorgenti d’amore, ovunque si troverà amore divino. A voi si volgeranno i boccioli di rosa e gli uccelli vi circonderanno per ricevere da voi quell’Amore Divino. La vita sarà dedicata ad Allah solamente. Questo è il motivo per cui siamo stati creati. La perfezione della creazione apparirà in quei giorni.
L’importanza di allineare la propria volontà con quella del Signore
Tratto da: Mercy Oceans Hidden Treasures. Damasco 1980-81
Il mio GrandSheikh (Q.s.) stava parlando di un punto molto importante riguardo a Shaitân. Per quale ragione è stato espulso dalla Presenza Divina? GrandSheikh (Q.s.) disse che Shaitân era un fedele servitore del suo Signore. Lo adorava e lo rispettava da più di 2000 anni senza nessuna disobbedienza, ma una volta, solo una volta, egli usò la sua volontà contro la volontà del suo Signore. Mettere la propria volontà sopra la Volontà Divina non era e non poteva essere un’azione corretta e fu la sola ragione per cui fu bandito dalla Presenza Divina. Quando Allah creò Adamo (a.S.), la Sua Volontà fu che tutti si prostrassero di fronte a lui in segno di rispetto e così comandò a tutti di fare. Tutti obbedirono eccetto Shaitân che disse: "No". Il significato di questo era: "La mia volontà è sopra la tua volontà, io non obbedisco ai tuoi ordini". Questo rifiuto di sottomettersi lo fece cadere nell’oscurità dell’esilio e quello fu l’inizio e la fonte del peccato. GrandSheikh (Q.s.) dice che quando i figli di Adamo (a.S.) pongono la propria volontà sopra la Volontà di Allah o del Profeta (s.A.'a.s.) attribuiscono segretamente partners ad Allah (Shirk Khafi, politeismo nascosto) in modo non esplicito, ma interiore e quindi molto pericoloso e causa di guai profondi. Nel nostro tempo in modo particolare, l’uomo si aggrappa con forza alla sua volontà, richiedendo che essa prevalga sopra tutto il resto. Troverai pochissime persone che siano in accordo fra di loro, la maggioranza si attacca fermamente al proprio volere individuale. Come potrebbero quindi essere d’accordo con la Volontà del Signore o la Volontà del Profeta (s.A.'a.s.) se non possono nemmeno piegarsi ed accettarsi l’uno con l’altro? Questa è la fonte del peccato ed è per questo che tutte le Tarîqat insegnano alla gente come essi possano abbandonare la propria volontà di fronte ad una persona e dire: "Questo è il mio Sheikh, ho lasciato la mia volontà per la sua volontà, così che questo possa essere un primo passo per poter imparare ad essere un obbediente servitore di Allah e del suo Profeta (s.A.'a.s.), altrimenti non potrei nemmeno incominciare." Ora Satana ed il suo esercito stanno lottando contro gli Sheikh e le Tarîqat perché le Tarîqat insegnano alla gente a lasciare la propria volontà di fronte ad Allah ed al suo Profeta (s.A.'a.s.). La Tarîqa intende educarci. Quando dico che lui è il mio Sheikh per amore di Allah e del suo Profeta (s.A.'a.s.), allora lo amo non per questo mondo, ma veramente per Allah e per il suo Profeta (s.A.'a.s.). Stiamo parlando della volontà dei servitori, un argomento estremamente importante che influenza la nostra vita e i nostri progressi presso la Presenza Divina. Usare la nostra volontà come dovremmo significa accordarla con i desideri del nostro Signore, se siamo capaci di ciò ci renderemo accettabili nella Presenza Divina; se no, significherà infelicità per noi, sconfitta ed oscurità, tutto ciò che discese sopra Shaitân perché non poté fare ciò che il suo Signore desiderava da lui: prostrarsi di fronte ad Adamo (a.S.). A causa di ciò, tutte le devozioni e gli atti di adorazione da lui compiuti in 2000 anni furono resi vani e fu bandito. GrandSheikh (Q.s.) insisteva sull’importanza di questo punto poiché le fondamenta in tutte le religioni e di tutte le fedi sono basate su questo: se puoi agire in accordo con la Volontà del tuo Signore, tu potrai migliorare fino al rango dei Profeti e dei Santi, ti potrai avvicinare alla Presenza Divina e trovare accoglienza; altrimenti stai segretamente attribuendo partners ad Allah e diventi attaccato a questa terra come un aeroplano che vi è legato e non può decollare. Chi non dà la giusta attenzione a questo sottile punto è nel pericolo di dirigersi lungo la via di Shaitân. Questa è una base comune in tutte le religioni, poiché Allah l’Onnipotente ha detto tramite i suoi Profeti: "O mio popolo, se pretendete di essere Miei servitori, allora mettete i vostri desideri in linea con i Miei, altrimenti non siete servitori." Allah l’Onnipotente disse ai figli di Israele tramite il Profeta Gesù (a.S.): "Rendete testimonianza che Gesù Cristo (a.S.) è il mio Profeta presso di voi." A loro questo non piacque e così caddero. Allah disse loro: "Io non ho bisogno delle vostre adorazioni, tutto quello che voglio è che vi sintonizziate con i Miei desideri." Similmente, Allah disse attraverso il suo Profeta Muhammad (s.A.'a.s.): "O Cristiani venite e siate d’accordo con Muhammad (s.A.'a.s.)." Essi risposero: "No, a noi piace solo Gesù Cristo (a.S.), è abbastanza per noi." L’Onnipotente rispose : "La vostra adorazione è inaccettabile fino a che i vostri desideri sono differenti dai Miei." Ognuno vuole che i suoi desideri siano soddisfatti. Vero o no? Dobbiamo servire come piace a noi o come piace a Lui? Dobbiamo accettare la parola del nostro Signore riguardo a Gesù Cristo (a.S.), Mosè e gli altri Profeti. Adesso anche i Musulmani stanno correndo dietro a tanti desideri e abbandonano la Via di Muhammad (s.A.'a.s.), dicendo: "Ci piace questo e quello". Come risultato, la loro adorazione si riduce a un nulla. Se potete capire questo punto, sarà sufficiente per voi, essendo la prima e più importante lezione che possiamo imparare dalle azioni di Shaitân. Non avete paura di diventare come lui? I compagni del Profeta (s.A.'a.s.) impararono ad obbedire al Signore attraverso l’obbedienza verso il Profeta (s.A.'a.s.). Essi dicevano: "O nostro Profeta (s.A.'a.s.) offriamo le nostre madri e i nostri padri per te." Glielo dicevano sinceramente e con amore. In questo modo giunsero ad obbedire ad Allah tramite l’obbedienza a Muhammad (s.A.'a.s.). Quindi Allah ordinò alla gente di seguire i successori del Profeta (s.A.'a.s.) e di stare uniti a loro come i compagni (Sahâba) stavano uniti al Profeta (s.A.'a.s.), così che tramite loro noi possiamo imparare l’obbedienza al Signore. Se questa disciplina di seguire coloro che sono veramente sulla via del Profeta (s.A.'a.s.) non fosse nell’Islam, non ci sarebbe più Islam. L’Islam viene con la disciplina, una forte disciplina: la gente non deve più andare di qua e di là, ma deve seguire la via del Profeta (s.A.'a.s.). Questo è il significato della disciplina nell’Islam. Dobbiamo accettarlo altrimenti stiamo ingannando noi stessi, dobbiamo mantenere una disciplina, come Allah l’Onnipotente ordina nel Sacro Corano:
"... E non seguire i loro vani desideri perché essi ti farebbero deviare dalla Via della Verità...."
( Corano 5, 51 )
Il nostro GrandSheikh (Q.s.) stava dicendo riguardo Adamo (a.S.) che quando Allah l’Onnipotente lo mise in Paradiso e gli disse: "Ti è stata concessa ogni cosa, godine in abbondanza eccetto quell’albero da frutto che non devi avvicinare." Ma l’ego di Adamo (a.S.) diceva: "O mio Signore, Tu non vuoi che ne mangi ma io lo voglio." Siccome il desiderio del suo ego non era in linea con quello del suo Signore, divenne vulnerabile alle suggestioni di Shaitân; per cui dovette andare sulla Terra ad imparare l’educazione e la disciplina, la somma delle quali è dire dentro di sé: "Come vuoi Tu, mio Signore." Se non possiamo dire questo dentro il nostro io profondo, significa che rendiamo i nostri desideri signori sopra il nostro Signore, Iddio l’Onnipotente. Quando Adamo (a.S.) mangiò da quell’albero in opposizione alla Volontà del suo Signore, Allah prese da lui il suo manto paradisiaco e lo lasciò nudo e disonorato per fargli provare vergogna di quello che aveva fatto.
Dobbiamo stare molto attenti a non attribuire partners ad Allah l’Onnipotente nelle le nostre azioni. Se riusciamo ad essere attenti a questo punto sottile sarà facile per noi ricevere Luce Divina nei nostri cuori. Il Profeta (s.A.'a.s.) diceva riguardo ad Abu Bakr (R.a.): "Egli era uno che morì prima di morire." Fra tutti i compagni, perché fu Abu Bakr (R.a.) a realizzare questo? Poiché egli aveva lasciato assolutamente tutti i suoi desideri alle sue spalle, così che non era rimasto nulla di essi al cospetto del suo Signore e del suo Profeta (s.A.'a.s.). Egli era come un uomo morto che non ha alcun desiderio per questa vita. Quando raggiunse questo stato, egli era come un ombra del Profeta (s.A.'a.s.) e non potete trovare un ombra che non sia completamente d’accordo col suo originale; fino a questo livello assoluto Abu Bakr (R.a.) non lasciò mai la Via del Profeta (s.A.'a.s.). Grazie a questa qualità, Abu Bakr (R.a.) divenne degno di fiducia sotto tutti gli aspetti ed il Profeta (s.A.'a.s.) poté trasferire molte conoscenze nel suo cuore. Il Profeta (s.A.'a.s.) sapeva che Abu Bakr (R.a.) non avrebbe fatto nulla contro il suo desiderio o il suo volere, così, nelle gerarchie spirituali, Abu Bakr (R.a.) è il più alto di tutti i compagni del Profeta (s.A.'a.s.). Anche Sayyidina Ali (R.a.) era uno dei compagni del Profeta (s.A.'a.s.) che non usò mai la sua volontà contro la volontà di Muhammad (s.A.'a.s.) o desiderò in opposizione al desiderio del Profeta (s.A.'a.s.). Egli era uno dei due, fra tutti i compagni, che conformò i suoi desideri totalmente a quelli del Profeta (s.A.'a.s.). Ali (R.a.) è stato descritto dal Profeta (s.A.'a.s.) nel modo seguente: "Io sono la Città della Conoscenza e ‘Alî (R.a.) è la porta di quella Città." Il mio GrandSheikh (Q.s.) diceva che il Profeta Muhammad (s.A.'a.s.) era così soddisfatto del fatto che Ali (R.a.) lo seguisse come un’ombra, che un giorno gli ordinò di guardarlo: quando ‘Alî (R.a.) lo guardò, il Profeta (s.A.'a.s.) mostrò se stesso nella sua vera Personalità Profetica presso la Presenza Divina. Nessuno può contemplare quella personalità fino a che non raggiunge la stazione di Sayyidina Ali (R.a.); qual è questa stazione? È la stazione dell’essere un ombra in ogni azione. Una volta il figlio di ‘Omar (R.a.) stava andando in Higiaz viaggiando su di un cammello, quando arrivò in un certo punto della strada fece una deviazione sulla destra, cavalcò in tondo e ritornò sulla pista, continuando la sua strada. La gente gli chiese: "O figlio di ‘Omar (R.a.), la strada andava diritta, perché hai fatto un cerchio?" Egli rispose: "O gente, una volta accompagnai il Profeta (s.A.'a.s.) su questa strada e quando egli giunse in questo punto fece un cerchio sulla destra, quindi continuò diritto, quindi ho voluto fare come il Profeta (s.A.'a.s.)." Guardate come i compagni desideravano e agivano come il Profeta (s.A.'a.s.). A chi raggiunge questa stazione, il Profeta (s.A.'a.s.) può mostrare la sua vera Personalità Profetica presso la Presenza Divina, poiché anche ora il Profeta (s.A.'a.s.) è vivo, ma non nello stesso modo in cui noi siamo vivi. Egli ha una vita reale alla Presenza Divina. Sia Abu Bakr (R.a.) che Ali (R.a.) raggiunsero la loro stazione divina e ricevettero la Santa Fiducia (amanat) dal Profeta (s.A.'a.s.) durante questa vita. Altri Sahâba ricevettero ciò solo quando raggiunsero l’aldilà. GrandSheikh (Q.s.) mi disse che un giorno Sayyidina ‘Ali (R.a.) disse a Sayyidina ‘Omar (R.a.) a riguardo della conoscenza segreta che gli era stata rivelata: "O ‘Omar (R.a.), se ti parlassi delle conoscenze segrete che mi sono state dischiuse, immediatamente mi taglieresti la testa con la tua spada, non mi lasceresti alzare dal mio posto se ti parlassi dei segreti della Via, della Creazione, della Religione, della Profezia e dei segreti di Allah l’Onnipotente. Non potresti nemmeno ascoltare. Quando il Profeta (s.A.'a.s.) fu portato nei Cieli nel Viaggio Notturno o Ascensione (Mi’raj) la notizia di questo viaggio miracoloso si diffuse tra i musulmani. ‘Omar (R.a.) sentendo queste notizie a lui incomprensibili, corse a vedere il Profeta (s.A.'a.s.), per capire cosa fosse tutto ciò. Sulla sua strada incontrò Abu Bakr (R.a.) e gli chiese: "Cosa sta dicendo il tuo compagno ( Muhammad (s.A.'a.s.)), tu credi ad una cosa simile? "Abu Bakr (R.a.), che non aveva ancora incontrato il Profeta (s.A.'a.s.) dopo il Mi’raj, disse: "O ‘Omar, che cosa stai dicendo? Se tutta la creazione è stata creata per amor suo, credi sia troppo per Lui ascendere ai Cieli o compiere altri miracoli? O ‘Omar (R.a.), io credo che lui sia capace di miracoli ancora più grandi di questo; è così grande, così rispettato presso la Presenza Divina che nessuno può conoscere la sua vera personalità se non il suo Signore."
traduzioni di Shaykh Jamaluddin
Libri in Arabo sul Puro Islam:
هذا الكتاب (الايمان و الإسلام) ألّفه قدوة العلماء و متخصص المعارف التصوفية حضرة مولانا خالد البغدادي باللغة الفارسية و سماه (إعتقادنامه) و ترجمه الحاج فيض الله أفندي الكماخي من خلفاء العارف بالله شقيق المؤلف مولانا محمود صاحب الى اللغة التركية و سماه (فرائد الفوائد) و طبع سنة 1312 هـ. [1894 م.] بإستانبول و قد ترجمه صاحب الفضيلة مولانا حسين حلمي ايشيق من أصله اللغة الفارسية إلى اللغة التركية من جديد سنة 1966 م. و قد شرحه و أضاف إليه ثلاث إضافات و سماه جميعا (الايمان و الإسلام). و نشر هذا الكتاب من طرف مكتبة الحقيقة بعد ترجمته إلى اللغات الألمانية و الفرنسية و الانگليزية. و الكتاب الذي نقوم حاليا بنشره باللغة العربية يحتوي أركان الإسلام إجمالا و اسس الايمان تفصيلا و تعريف المادة تعريفا عصريا و يرد على المخالفين و اللامذهبيين.
مكتوبات الامام الرباني 1-الجلد الأول 2-الجلد الثاني 3-الجلد الثالث 4-و تكون من حاشية المجلدات الثلاث كتاب المبدأ و المعاد
المنتخبات من المكتوبات للامام الرباني
يحتوي هذا الكتاب (المنتخبات) 194 مكتوبا مختارا من كتاب المكتوبات للعارف بالله الامام الرباني الشيخ احمد الفاروقي. ولد الامام الرباني بمدينة سرهند بالهند سنة 971 هـ. [1563 م.] و توفي بها سنة 1034 هـ. [1625 م.]، و كتاب المكتوبات مؤلف باللغة الفارسية و ترجم الى اللغة العربية بقلم محمد مرادي القازاني عام 1302 هـ. [1885 م.] و يسمى بـ(درر المكنونات) و طبع في مكة المكرمة 1317 هـ. [1899 م.]، و في المجلد الاول من كتاب المكتوبات يوجد 313 مكتوبا و في المجلد الثاني 99 مكتوبا اما المجلد الثالث فيحتوي 124 مكتوبا، و انتخبت 194 مكتوبا من بين 536 مكتوب في العبادة و العقيدة و من هذه المكاتيب صار كتاب (المنتخبات) لان معظم المكتوبات تتضمن علوم التصوف و تشرح احوال العارفين و يصعب على المرء فهم هذه العلوم.
هذا الكتاب (النعمة الكبرى) يذكر لنا الثواب الجزيل لقراءة المولد الشريف للنبي صلى الله عليه و سلم و تاريخ المولد كما انه يبطل ادعاء المنكرين ثواب مدح النبي عليه السلام مثل ابن التيمية و غيره من اهل البدع و كرر طبع هذا الكتاب الآن بعد طبعه لدى المكتبة الحقيقة عن طريق اوفست في عام 1397 هـ. [1977 م.]
ان
مؤلف هذا الكتاب (جالية الاكدار) هو العالم المتبحر و الولي الكامل مولانا خالد البغدادي ”رحمة الله تعالى عليه“ و يتضمن الكتاب الاسماء الحسنى و أسماء أصحاب الرسول المشتركين في غزوة بدر و قراءة الصلوات على سيدنا و مولانا الرسول الاعظم عليه و على آله الصلاة و السلام و ان من اُشر اسمه من الصحابة الكرام بالخط هم المستشهدون في هذه الغزوة و الشيخ المؤلف على دعاء خير لقارئي هذا الكتاب و لجميع المسلمين باليُمن و العافية للدين و الدنيا و لسلامتهم و إراحتهم و لنيلهم الحضور و الجمعية و لكون القارئ لما يحويه هذا الكتاب من ادعية خير فيكون قد دعا هو الآخر بالادعية ونال ثوابها وما تمنى فيها
Libri in Inglese sul Puro Islam:
At the beginning of the book (The Blessed) superiority of Ashâb of our prophet, Muhammad ´alayhissalâm, is explained along with how unjust and ignorant are those who defame Ashâb-ı-kirâm. Besides, the meaning of ijtihâd is explained. In the part of cautioning, an answer is given to the book (Hüsniyye) written by an enemy of Islam. In another part, biographies of great savants of Islam - hadrat Imâm-ı Rabbâni and hadrat Sayyed Abdülhakîm-ı Arvâsi - are explained. In the part Two Apples of the Eye of Muslims superiority of hadrat Abû Bakr and hadrat Omar is explained; in the part The First Fitna in Islam events between Ashâb-ı-kirâm are explained beautifully from the pen of hadrat Imâm-ı Rabbâni Ahmad Fârûkî Sarhandi who explains that to love all of Ashâb-ı-kirâm is a fundamental condition of being Ahl-i-sunnat.
The book Why Did They Become Muslims consists of 3 sections. Section I is a book of Islam and Christianity. Information about Prophets, books, religions (Judaism, Christianity and Islam) is given, conditions of being a true Muslim are explained, the words of those filled with admiration for Islam and the lives of 42 people who being a member of other religions chose Islam are narrated. Section II is a book of the Qur’an-ı Karîm and the Torah and the Bibles as of Today. Information about today’s Torah and Bibles is given, errors in the Bible are explained; that the Qur’an-ı Karîm is the last and unchangeable book is explained scientifically. Besides, explained are miracles, virtues, moral practices and habits of Muhammad ´alayhissalâm. Section III is a book of Islam and Other Religions. That Islam is not a religion of savageness, that a true Muslim is not ignorant, that there can be no philosophy in Islam are explained along with explanations of primitive religions and celestial religions.
This work, Belief and Islam, originally was written in Persian under the title I’tiqâd-nâma by Hadrât Mawlânâ Khâlid al-Baghdâdî, a profound ‘âlim of Islam and a specialist in ma’ârif of tasawwuf. Hâji Faydullah Effendi of Kemah, a khalîfa of great walî Mavlânâ Mahmûd Sâhib, the brother of the author, translated the book into Turkish and named it Farâid-ul-fawâid which was printed in Istanbul in 1312 A.H.[1894]. Our bookstore had it translated again from the Persian original into Turkish and, some explanations and three chapters, published it with the title Imân ve Islâm in 1966. German, French and Arabic versions are also published by our bookstore. This book, explains five fundamentals of Islam, six fundamentals of îmân and the contemporary information about the matter and refutes those who are against Islam and those who are lâ-madbhabî.
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